Il 2 febbraio è la Candelora
Il 2 febbraio si celebra la Candelora, una festa cristiana molto antica e sentita in tutta Italia. Fu introdotta nel VII secolo della chiesa orientale per festeggiare la presentazione di Gesù al tempio, quaranta giorni dopo la sua nascita, e la purificazione della Vergine Maria.
Non a caso, la parola latina februarius significa appunto “purificare” e rimanda alle feste del fuoco e dei riti purificatori che si svolgevano nel mese di febbraio. Tante le tradizioni legate a questa data da cui deriva la parola ‘calendario’. E guardando il cielo si potrà indovinare se l’inverno durerà a lungo o avrà vita breve. Infatti, questo particolare periodo dell’anno i Romani erano soliti eseguire questi riti per ottenere fortuna e buoni raccolti.
Nella tradizione cattolica prevede la benedizione di ceri e candele nelle chiese. Altre credenze legate al paganesimo vedono in questa data una simbolica uscita dalle tenebre invernali verso la stagione primaverile.
La Candelora è una festa che si svolge ricordando questi riti assumendo un grande fascino e trasmettendo una forte emozioni tra i fedeli che partecipano. Scopriamola assieme!
In Occidente la festa ha assunto un carattere mariano, mettendo in risalto l’aspetto di purificazione della madre rispetto a quello del riscatto del primogenito. Per questo motivo, prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano II, la festa assumeva il nome di “Purificazione di Maria”. La riforma liturgica invece, ha deciso di dare centralità a Cristo come primogenito, rendendo questa festa più cristologica che mariana.
Il giorno successivo alla Candelora, il 3 febbraio, è il giorno di San Biagio di Sebaste e la tradizione vuole che si compia la benedizione della gola con candele benedette il giorno prima. Questo perché sono stati attribuiti miracoli al santo che hanno a che vedere con un bambino che rischiava di soffocare a causa di una lisca di pesce. Per questo motivo il santo viene spesso rappresentato con candele nell’iconografia.
La festa della Candelora ha origine da un fondamento biblico. Secondo la legge di Mosè (Es 13, 2.11-16), ogni primogenito maschio del popolo ebraico si considerava offerto al Signore e per questo, era necessario dopo la sua nascita venisse riscattato offrendo un sacrificio. Secondo la stessa legge, a prescindere dal fatto che il nuovo nato fosse primogenito oppure no, la donna veniva considerata impura per 40 giorni in caso di figlio maschio e 66 giorni in caso di figlia femmina.
Questo rituale coincide con lo stesso che è avvenuto alla nascita di Gesù, tempi in cui nei 40 giorni prima della nascita l’offerta del primogenito e la purificazione della madre avvenivano contemporaneamente.
La candelora: storia e origine
La festa della Candelora ha origine da un fondamento biblico. Secondo la legge di Mosè (Es 13, 2.11-16), ogni primogenito maschio del popolo ebraico si considerava offerto al Signore e per questo, era necessario dopo la sua nascita venisse riscattato offrendo un sacrificio. Secondo la stessa legge, a prescindere dal fatto che il nuovo nato fosse primogenito oppure no, la donna veniva considerata impura per 40 giorni in caso di figlio maschio e 66 giorni in caso di figlia femmina.
Questo rituale coincide con lo stesso che è avvenuto alla nascita di Gesù, tempi in cui nei 40 giorni prima della nascita l’offerta del primogenito e la purificazione della madre avvenivano contemporaneamente.
Come troviamo scritto nel vangelo secondo Luca, Maria e Giuseppe rispettarono questo rito 40 giorni dopo la nascita di Gesù Bambino.
In origine la festa veniva celebrata il 14 febbraio, ovvero 40 giorni dopo l’Epifania. La prima testimonianza della festa ci arriva da Egeria nella sua Peregrinatio. Il nome di Candelora, comunemente usato per indicare questa ricorrenza, pare derivi dalla somiglianza del rito del lucernario di cui parla Egeria: “Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima” (Peregrinatio Aetheriae 24, 4). Si tratta di un’antichissima festività romana che si celebrava a metà febbraio con fiaccolate rituali, già diffuse nei Lupercali.
Ma la somiglianza con le feste pagane non è solo nell’uso delle candele, quanto nell’idea della purificazione. Durante l’episcopato di papa Gelasio I (492-496), il Senato concesse l’abolizione dei riti pagani dei Lupercali che furono sostituiti dalla Candelora. Fu solo nel VI secolo che la ricorrenza venne anticipata da Giustiniano al 2 febbraio.
Cosa si celebra
Al di là delle leggende, in questo giorno, la Chiesa cattolica celebra la presentazione di Gesù al Tempio 40 giorni dopo la sua nascita. I Vangeli parlano del pio e vecchio Simeone, che attese per tutta la vita il Messia e non sarebbe morto prima di vederlo. Mosso dallo Spirito Santo, quel giorno si recò al Tempio, vide Gesù e disse: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola, perché i miei occhi han visto la tua salvezza, luce per illuminare le genti”. Simeone si accorge che è quel bambino la luce della rivelazione, e benedice le candele, simbolo di Cristo che illumina le genti: da qui l’origine del nome Candelora, che deriva da ‘candelorum’. In questa speciale occasione vengono perciò benedette le candele, ed è anche la giornata mondiale della vita consacrata. In realtà questa festa, poi assorbita dal Cristianesimo, veniva già celebrata nell’antica Roma e in varie parti d’Europa. Nella tradizione precristiana, per i celti era la festa di Imbolc, che segnava il risveglio della luce dopo il massimo momento di buio. Per gli antichi romani questa era la festa di Giunone, i primi giorni di ogni mese erano chiamati ‘calende’ e proprio da ciò deriva il termine calendario. La festività cristiana viene perciò istituita in coincidenza con questa festività pagana non a caso, proprio per sostituirsi ad essa.
Oggi la festa della Candelora si celebra in numerose regioni italiane.
In Campania a Castelpoto esiste una tradizione antichissima. Nella notte di Natale e fino al giorno della Candelora, il Bambino Gesù viene esposto nell’altare maggiore per essere poi baciato un’ultima volta. In Molise ad Acquaviva Collecroce, nelle prime ore dell’alba del 2 febbraio inizia l’antica Fiera di San Biagio. Nel pomeriggio i fedeli si riuniscono in chiesa per la Celebrazione Eucaristica, la benedizione delle candele e il Bacio de Bambino Gesù. In Sicilia a Castroreale, la festa viene accompagnata dal canto delle lodi della Vergine, dalla benedizione delle candele, da una processione del simulacro settecentesco alla Chiesa Madre e la celebrazione della messa. A Catania invece, la Candelora viene unita con la festa di Sant’Agata, una delle celebrazioni più importanti della cittadina. In Basilicata a Rapolla, si svolge una processione e con la benedizione delle candele. In Sardegna a Oristano, la Candelora è molto sentita poiché coincide con i preparativi de Sa Sartiglia, una delle più antiche manifestazioni equestri del Mediterraneo che rimanda ai riti di rigenerazione agraria. Esistono tanti borghi e centri italiani che festeggiano con spirito di devozione questa importante ricorrenza religiosa. Ogni anno i fedeli si riuniscono con le candele pronte per la benedizione e vogliosi di ripercorrere i rituali che caratterizzano questa festa.
È antica la tradizione della ‘Candelora’, e passa attraverso generazioni e tradizioni diverse. Oggi, più comunemente, viene associata ad un detto, declinato in tutti i dialetti, ma associato allo stesso significato: “Quando vien la Candelòra dell’inverno semo fora, ma se piove o tira vento, dell’inverno siamo dentro”. Un proverbio che ha mille varianti regionali e non solo, più o meno con lo stesso significato: se c’è il sole, l’inverno avrà vita breve. Ma ci sono anche tradizioni che sostengono l’esatto contrario, e cioè che il brutto tempo a Candelora sia segno di una primavera imminente. Dunque, il 2 febbraio, che segue i cosiddetti ‘giorni della merla’, considerati i più freddi dell’anno, sempre secondo la tradizione, sarebbe un giorno premonitore della bella stagione del tempo che ci aspetta.
Secondo aspetti più mondani e popolari nella tradizione della Candelora, in questo 2 febbraio si pone definitivamente fine al periodo natalizio: mettere in cantina il Presepe, i vari addobbi per il Natale, è un modo non di “dimenticare” per un altro anno fino alle prossime Festività la centralità del Cristo nato, ma è un proseguire nel cammino di fede che ogni anno la Chiesa predispone per chiunque liberamente voglia aderirvi. In particolare però in alcune tradizioni locali, come nella Diocesi di Milano, le candele benedette oggi vengono poi utilizzate nella giornata di domani per la benedizione della gola previsto ogni 3 febbraio nel giorno cristiano dedicato a San Biagio.
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