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Alluvione in Emilia-Romagna:  oggi ancora allerta rossa

Vita gazette- Allerta rossa anche per oggi in Emilia Romagna colpita da pioggia, esondazioni, fango e frane. Domani si terrà il Cdm dedicato all’emergenza. E il decreto legge per gli aiuti in Cdm.

Allerta rossa anche per Emilia Romagna. L’acqua lentamente si ritira da Faenza, Forlì, Cesena e dagli altri luoghi più pesantemente colpiti dal maltempo. Situazione ancora critica, invece, a Ravenna e dintorni. Le vittime accertate sono14 e migliaia gli sfollati. Ieri la premier Meloni in visita nelle zone colpite dal maltempo. Domani si terrà il Cdm dedicato all’emergenza. “Ora il nostro compito è garantire risposte immediate”, ha detto. “Difficile fare stime, ma andranno mobilitate molte risorse”, ha aggiunto. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha chiesto “rimborsi al 100%, come per il terremoto”.

Fao: Italia investa sui sistemi d’irrigazione

“Anche l’Italia, che è un Paese del G7, deve investire di più per i sistemi di irrigazione per far fronte a siccità e alluvioni”. Lo ha detto, commentando l’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna, il direttore generale della Fao, Qu Dongyu, a margine dell’evento organizzato da Coldiretti in occasione della Giornata mondiale della biodiversità.

In E-R 879 vigili del fuoco al lavoro

In Emilia Romagna 879 vigili del fuoco, di cui 696 giunti in rinforzo da altri Comandi, sono impegnati nelle operazioni di soccorso a seguito dell’alluvione provocata dalle forti piogge. Sono 244 i vigili del fuoco al lavoro nella provincia di Forlì, si legge in una nota, e 326 in quella di Ravenna, i territori dove permangono le maggiori criticità.  Sono 150 i soccorritori acquatici, 50 gli esperti nelle operazioni di prosciugamento con pompe e idrovore, 16 i Posti di Comando Avanzato. Dei mezzi impiegati attualmente nei luoghi colpiti dal maltempo, 35 sono piccoli natanti, 3 gli anfibi, 1 hovercarft, 3 gli elicotteri e 12 i droni.  Sono 4.963 gli interventi effettuati finora: 1.148 a Bologna, 2.089 a Ravenna, 1.362 a Forlì Cesena, 364 a Rimini.

Si attenua la morsa del maltempo sulla provincia di Cuneo. Il livello dei fiumi Po, Varaita,
Ellero e Pesio, dopo avere superato la soglia di guardia nella giornata di ieri, è tornato alla normalità. “La centrale operativa della protezione civile – ha riferito Luca Robaldo, presidente della Provincia – è stata chiusa ieri sera. Ora inizia la quantificazione dei danni”. Saluzzese e Monregalese sono state le aree più colpite.

Prefettura Forlì: rischio emersione residuati bellici

Alla luce del maltempo che si è abbattuto nei giorni scorsi sull’Emilia-Romagna, adesso emerge anche “il rischio che le inondazione abbiano trasportato o fatto emergere residuati bellici che possono risultare potenzialmente pericolosi se rimossi o manomessi o coperti con altri materiali”. A segnalarlo è la Prefettura di Forlì-Cesena In caso del rinvenimento di residuati bellici inesplosi, spiega una nota della stessa Prefettura, l’invito è quello di “avvertire subito la Questura o l’Arma dei Carabinieri e allontanarsi il più possibile dall’ordigno”. 

 Torino, fiume Po esonda ai Murazzi ma è rientrata l’allerta maltempo

Anche il Piemonte, nelle ultime ore, ha dovuto affrontare il maltempo: la portata della piena del fiume Po che ha attraversato Torino intorno alla mezzanotte è stata di mille metri cubi al secondo. Allagati fin dal pomeriggio di domenica i Murazzi, dove l’acqua ha invaso tutta la banchina. Una situazione ritrovata anche all’alba di oggi, lunedì. Questa mattina il livello del fiume è comunque tornato sotto il livello di guardia: 

Voragine a Forlì, evacuati 12 appartamenti

Le squadre dei Vigili del fuoco sono al lavoro a Forlì per l’evacuazione a scopo precauzionale di 12 appartamenti a causa dell’apertura di una voragine causata dal maltempo. L’intervento, è cominciato alle 3.45, e si svolge in via Vittorio Locchi.

Le frane

Il tempo migliora su gran parte dell’Italia nelle ultime ore, anche sull’Emilia Romagna, dove però permane ancora l’allerta rossa. Preoccupano soprattutto le frane. I prossimi due giorni asciutto e soleggiato ma a partire da mercoledì sera, e tutto giovedì, ancora piogge in Emilia Romagna. Per un paio di giorni il tempo sarà tranquillo, asciutto e soleggiato, caldo anche con temperature che possono raggiungere i 27 o i 28 gradi. Un nuovo peggioramento con nuove precipitazioni che probabilmente a livello di fiumi non dovrebbero dare grossi disagi, dato che non dovrebbero essere di forte intensità, però potrebbero aumentare il rischio di frane. Ed è per questo che permane l’allerta. Sono oltre 300 le frane e la situazione è difficile e complessa. Le frane continuano a muoversi, sono instabili anche quando torna il sole. Quindi in prevalenza in Emilia Romagna è un allerta idrogeologica

Riaprono i musei e le biblioteche a Cesena

Dopo la sospensione dei servizi dovuta all’emergenza maltempo e alla conseguente esondazione del fiume Savio e dei corsi d’acqua minori, riaprono da oggi a Cesena tutti i servizi bibliotecari, museali e le gallerie d’arte comunali, con la sola eccezione dei punti lettura distribuiti nei quartieri, la cui ripartenza è programmata per lunedì 29 maggio. Tutti gli spazi e i servizi ripartiranno con i consueti orari rispettando il calendario delle attività tradizionalmente proposte. Sempre nella giornata di oggi riapre la Biblioteca Malatestiana, con riferimento all’Antica – Aula del Nuti e Sala Piana – e a tutti i servizi della Moderna e della Ragazzi

a quanto ammontano i danni dell’alluvione

Secondo una prima stima, sarebbe compreso tra i 4 e i 5 miliardi di euro il computo totale dei danni causati dall’alluvione in Emilia Romagna. Una cifra che però,potrebbe aumentare fino a toccare quota 10-15 miliardi. Non possiamo saperlo adesso!

L’emergenza riguarda innanzitutto le case, che una volta liberate dal fango saranno oggetto delle verifiche necessarie a capire quali edifici avranno resistito, quali dovranno essere abbattuti e quali sanati. Ma grande preoccupazione destano anche i danni ambientali causati dalle frane, quelli alle strade, che in molti casi dovranno essere completamente riprogettate, e quelli all’agricoltura: sarebbero tra i 10 e i 15 milioni gli alberi da estirpare poiché definitivamente compromessi.

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