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Natale: La leggenda della M sulla fronte dei gatti

di Principessa Vanessa

Se osservate la fronte dei gatti si notano delle strisce di pelo che disegnano una grossa M. Una leggenda narra che, nella notte di Natale, Maria volle ringraziare un gatto per il prezioso aiuto dato e gli lasciò incisa sulla parte anteriore della testa l’iniziale del suo nome.

Avete mai notato che alcuni gatti, hanno sulla fonte una M. Oggi scopriremo che esiste una leggenda dietro a quella M sulla fronte dei gatti. Anzi più di una! Pronti a scoprirle?

Il gatto, del resto, compare in molte opere d’arte a soggetto religioso e con diversi significati. Nel Medioevo il gatto fu spesso cacciato e ucciso perché associato alla malignità e al demoniaco, ma dal XIV secolo, dopo la peste nera diffusa in Europa attraverso le pulci dei topi, il gatto iniziò essere rivalutato.

La leggenda della M sulla fronte dei gatti nel mondo cattolico

Nel mondo cattolico c’è una dolce leggenda riguardo alla M sulla fronte dei gatti. Per conoscerla dobbiamo tornare indietro di più di 2000 anni, al primo Natale della storia, alla nascita di Gesù Bambino. Ci troviamo nella grotta, con Maria, Giuseppe, il bambinello, il bue, l’asinello e un gatto. Il neonato Gesù nella mangiatoia, nonostante fosse scaldato dal fiato del bue e dell’asino, sentiva freddo. La Vergine provò ad addormentarlo cantando una ninna nanna ma Gesù tremava per il gelo. Un gatto – forse una gatta – lasciò i sui gattini e andò a stringersi vicino a lui Questo perché nella mangiatoia. Riuscendo a farlo scaldare e addormentare con il tepore della sua folta pelliccia. Maria per esprimere la sua riconoscenza disegnò con le dita della sua mano una M sulla fronte della bestiola. E questa M poi fu stata trasmessa nei secoli a tutti i suoi discendenti.

Possiamo trovare moltissimi riscontri moderni in questa leggenda. Non è inusuale, infatti, trovare un gatto acciambellato all’interno delle mangiatoie dei vari presepi allestiti da città e paesi. E molti genitori, sapranno anche che non è insolito trovare il proprio amico a quattro zampe a dormire insieme all’ultimo arrivato umano della famiglia. Nel farlo non solo lo tiene al caldo, ma lo culla e lo tiene addormentato, alleggerendo il lavoro di mamma e papà.

La version Islamic

Davvero una bella leggenda, ma non è l’unica. Tutti amano i gatti ed allora ecco la versione islamica.

La leggenda di Muezza, il gatto di Maometto

Muezza era il gatto di Maometto. Quest’ultimo, un giorno si trovò di fronte a un grave pericolo. Un serpente velenoso, infatti, gli stava davanti ed era pronto ad attaccarlo. Per fortuna Muezza venne in suo aiuto e gli salvò la vita.

Maometto amava i gatti e amava incondizionatamente Muezza, a prescindere da questo episodio. Fu lui a imprimere la M sulla fronte dei gatti, come ricordo di questa grande amicizia. La M, infatti, è l’iniziale del nome di entrambi.

Cosa dice la scienza a riguardo

Entrambe le leggende sono bellissime, ma secondo la scienza la M sulla fronte dei gatti non è dovuta a un miracolo o a un dono di Dio, né tanto meno a un segno di riconoscenza da parte di Maometto. La M altro non è che genetica, pura e semplice genetica. M è una caratteristica dei felini dal manto tigrato e segno distintivo di ben diverse razze.

Una M che potreste attribuire ad un fattore genetico ma che potreste anche immaginare come un dono di un Dio o di un Profeta riconoscente.

Anche se dietro la lettera M non c’è alcun significato mistico, le leggende che la circondano continuano ad affascinare gli amanti dei gatti di tutto il mondo. E questo ci rende molto felici…

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