Vita Gazette

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Note dal Festival del Cinema di Venezia…

La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, uno degli eventi cinematografici più prestigiosi, continua in tutto il suo splendore. Il festival, inaugurato il 27 agosto al Lido di Venezia, si concluderà il 6 settembre. Quest’anno, l’82a edizione del festival, come ogni anno, riunisce alcune delle personalità più influenti al mondo, l’eleganza abbagliante del red carpet e il linguaggio universale dell’arte.

Dopo la pre-apertura – con la doppia proiezione di Origin, the Venetian Lagoon del celebre fotografo, regista e ambientalista francese Yann Arthus-Bertrand, e della versione restaurata di Queen Kelly (1929) di Erich von Stroheim – la Mostra prendeto il via con La Grazia, il nuovo film di Paolo Sorrentino con protagonisti (il suo fedelissimo) Toni Servillo e Anna Ferzetti.

Festival di Venezia 2025, il manifesto ufficiale

Il noto fumettista e illustratore Manuele Fior, autore pluripremiato di graphic novel come Cinquemila chilometri al secondo, Celestia e Hypericon, ha realizzato il manifesto ufficiale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025. Si tratta della sua prima collaborazione con la storica manifestazione cinematografica. Fior, che ha studiato architettura proprio nella città lagunare e vi abita da diversi anni, aveva già preso ispirazione da Venezia per ambientarvi il suo fumetto Celestia, dimostrando un profondo legame artistico e personale con il luogo.

L’immagine pensata per il manifesto mostra due ragazzi e una ragazza intenti a giocare a fare il cinema sui tetti della città, mentre sullo sfondo si apre un cielo denso di nuvole. L’illustrazione è fortemente influenzata dalle architetture veneziane e richiama, nella composizione e nell’atmosfera.  

Giuria Concorso

Presieduta dal regista e sceneggiatore statunitense Alexander Payne, la giuria del Concorso Ufficiale del Festival è composta da:

Stéphane Brizé – regista e sceneggiatore francese

Maura Delpero – regista e sceneggiatrice italiana

Cristian Mungiu – regista, sceneggiatore e produttore rumeno

Mohammad Rasoulof – regista e scrittore iraniano

Fernanda Torres – attrice, scrittrice e sceneggiatrice brasiliana

Zhao Tao – attrice cinese

Giuria Orizzonti

Presieduta dalla regista e sceneggiatrice francese Julia Ducournau, la Giuria internazionale Orizzonti sarà inoltre composta da:

Yuri Ancarani – regista e videoartista italiano

Fernando Enrique Juan Lima – critico cinematografico argentino

Shannon Murphy – regista australiana

RaMell Ross – artista e regista statunitense

Giuria Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”

Presieduta dalla regista scozzese Charlotte Wells, la giuria internazionale Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” sarà inoltre composta da:

Erige Sehiri – regista, produttrice ed ex giornalista franco-tunisina

Silvio Soldini – regista e sceneggiatore italiano

La madrina del Festival di Venezia 2025

Emanuela Fanelli è la conduttrice dell’82° Festival di Venezia. L’attrice aprirà la kermesse conducendo la serata di mercoledì 27 agosto 2025, sul palco della Sala Grande in occasione della cerimonia di inaugurazione, e guiderà la cerimonia di chiusura sabato 6 settembre, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali dell’82esima Mostra.

Festival di Venezia 2025, i film italiani in gara

Oltre al film d’apertura La Grazia di Paolo Sorrentino (su una misteriosa storia d’amore ambientata a Torino), in Concorso ci sarà anche Elisa di Leonardo Di Costanzo (con protagonisti Roschdy Zem e Barbara Ronchi, nel cast anche Valeria Golino) il biopic “Duse “di Pietro Marcello, con Valeria Bruni Tedeschi nella parte della prima diva italiana Eleonora Duse. In gara anche Un film fatto per Bene di Franco Maresco, incentrato sulla figura di Carmelo Bene e “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi.

Fuori Concorso confermato Il maestro di Andrea Di Stefano con Pierfrancesco Favino e Valentina Bellè (storia di fine anni 80 di una promessa del tennis e del suo insegnante), mentre si fanno notare Orfeo di Virgilio Villoresi (con Giulia Maenza e Vinicio Marchioni) e La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli.

In Orizzonti confermati anche Il rapimento di Arabella, il nuovo film di Carolina Cavalli (con Benedetta Porcaroli, Lucrezia Guglielmino, Chris Pine, Marco Bonadei e Eva Robin’s) e Un anno di scuola di Laura Samani (dal romanzo di Giani Stuparich), che vede nel cast Stella Wendick, Giacomo Covi, Pietro Giustolisi, Samuel Volturno.

Semaforo verde anche per le serie: Portobello di Marco Bellocchio – sul “Caso Tortora” (protagonista Fabrizio Gifuni, nel cast anche Lino Musella, Romana Maggiora Vergano, Barbora Bobulova, Carlotta Gamba, Alessandro Preziosi, Fausto Russo Alesi e Salvatore D’Onofrio) – e Il Mostro di Stefano Sollima, incentrato su il “Mostro di Firenze” (uscirà poi su Netflix).

Ricca presenza anche ne Le Giornate degli Autori, con: La gioia di Nicolangelo Gelormini (con Valeria Golino, Saul Nanni e Jasmine Trinca), Amata di Elisa Amoruso (con Miriam Leone, Stefano Accorsi e Tecla Insolia), Confiteor – Come scoprii che non avrei fatto la rivoluzione di Bonifacio Angius (con Geppi Cucciari, Edoardo Pesce e Giuliana De Sio), Come ti muovi sbagli di Gianni Di Gregorio (con Greta Scarano, sarà film di chiusura), “Il quieto vivere” di Gianluca Matarrese. Sarà inoltre presentato in anteprima Zvanì, film di Giuseppe Piccioni dedicato alla figura di Giovanni Pascoli con, tra gli altri, Benedetta Porcaroli, Federico Cesari, Riccardo Scamarcio, e Margherita Buy.

La Grazia di Paolo Sorrentino

Sorrentino, che ha dimostrato uno stile cinematografico più maturo in Grazia, esplora tutte le questioni con cui si è confrontato in relazione al processo decisionale, alla scelta, alla fede e al perdono. Sorrentino esplora questi temi nel mondo materiale e spirituale di un presidente immaginario. Questo mondo, simile a quello di Sorrentino ne La grande bellezza, è costituito da un piccolo gruppo che circonda il personaggio principale: sua figlia Dorotea, la sua guardia del corpo Labaro e i suoi amici intimi Ugo e Coco Valori.

Toni Servillo, uno degli attori veterani di Sorrentino, interpreta Mariano De Santis, il presidente immaginario della Repubblica Italiana. Nel film, vediamo una figura autoritaria che, pur rappresentata attraverso concetti semplificati e astratti, a tratti suscita persino simpatia nel pubblico. Servillo, come sempre, eccelle nel trasmettere le qualità uniche del presidente. Invecchiando, il suo volto diventa più grottesco e spettrale; Servillo, in un certo senso, porta su di sé l’intero fardello morale del film.

A sei mesi dalla fine del mandato, il presidente indeciso e introverso, che non riesce a liberarsi dalla morsa della morale cattolica, ha in realtà ben poche preoccupazioni per essere un politico. De Santis, un appassionato di hip-hop e rap che fuma di nascosto sigarette con la sua guardia del corpo ogni sera sulla terrazza del palazzo presidenziale, trascorre il tempo libero rimpiangendo la moglie Aurora, riflettendo sul disegno di legge sull’eutanasia a cui sta lavorando sua figlia, che è anche sua consigliera, e sulle due richieste di grazia che ha ricevuto. Mentre Sorrentino affronta tutte le questioni relative al processo decisionale, alle scelte, alla fede e al perdono, sia nella sfera materiale che spirituale del suo personaggio principale, le rappresentazioni che offre attraverso la politica e la società rimangono sullo sfondo. Il linguaggio cinematografico del film è più maturo, ma la sua visione del mondo è estremamente ingenua.

Orphan di László Nemes

Nel suo nuovo film, Árva (2025), il regista ungherese abbandona le inquadrature e le riprese caratteristiche dei suoi primi due film, abbracciando un approccio fortemente tradizionale. Ambientato nella Budapest del 1957, all’ombra del regime sovietico, il film è incentrato sul dodicenne Andor, che vive con la madre Klára, dalla quale è stato temporaneamente separato a causa della Seconda Guerra Mondiale. Incontriamo per la prima volta Andor da ragazzino che, nonostante la realtà della guerra e del genocidio, crede che suo padre, Hirsch, un giorno tornerà, invocandolo ogni notte in preghiera. Tuttavia, questa figura paterna idealizzata, che la madre mantiene viva alimentando la fantasia del figlio, viene infranta dall’arrivo di Berend, il macellaio che nascose Klára durante la guerra e che afferma di essere il padre di Andor.

Árva è quindi un film sul confronto con il proprio padre e, a livello simbolico, sull’essere orfani. Andor è costretto a sostituire la figura paterna che identifica con la sua fede ebraica, il calcio e la biglietteria dove lavorava in precedenza, con Berend, un uomo maleducato, alcolizzato e violento, incline alla violenza. Mentre Andor cerca di sfogare la sua rabbia per essere rimasto orfano e abbandonato sulla madre, su se stesso e, soprattutto, su Berend, lo sfondo della sua tragedia rivela la sofferenza degli ebrei ungheresi, anch’essi inseriti nella lista nera e sottoposti a violenze e maltrattamenti sotto il regime sovietico.

Nell’ideare la narrazione del film, Nemes ha posto tutta la sua enfasi su Andor, dando vita a personaggi bidimensionali, Klára e Berend, i personaggi che più scuotono e influenzano il suo mondo emotivo. Berend, inizialmente ritratto come il puro cattivo delle fiabe di una volta e in seguito permeato di qualità come la compassione e la comprensione, è intrappolato tra due estremi. Klára, la madre di Andor, a cui è ossessivamente legato, rimane passiva per tutto il tempo, incapace di superare l’archetipo della madre altruista e sofferente. Árva, che si sforza di catturare il peso del Neorealismo italiano, ricorda film più incentrati sullo sfruttamento emotivo. Le scelte estetiche del film, che includono un ampio uso di toni seppia e delle texture nebbiose del 35mm, come in Sunset (Napszállta, 2018), non hanno praticamente alcun corrispettivo all’interno della narrazione.

Jay Kelly di Noah Baumbach 

Jay Kelly (2025), presentato in anteprima il secondo giorno del festival, ricorda esteticamente Netflix. Con George Clooney, il film si concentra su Jay Kelly, un personaggio creato a partire dalla carriera e dalla personalità dell’attore. Kelly, attore veterano che ha recitato in innumerevoli film di Hollywood, dai film d’azione ai drammi romantici, ha trascurato i suoi parenti, in particolare le figlie Jessica e Daisy, durante tutto questo processo.

Un giorno, Jay incontra Tim, suo compagno di corso di recitazione, al funerale di Peter Schneider, il regista che considerava un mentore. Il risentimento di Tim nei suoi confronti per aver perso il ruolo durante l’audizione continua a persistere, mentre la figlia più piccola, Daisy, sta per iniziare il college, facendo balenare nella mente di Jay dei fulmini. Nonostante l’insistenza del suo manager, Ron, e della sua addetta stampa, Liz, Jay decide di seguire Daisy in Europa e di prendere in mano la sua vita nel tempo che gli rimane. Jay, che afferma che tutti i suoi ricordi sono limitati ai film, si rende gradualmente conto che, a differenza del cinema, ricominciare da capo è, purtroppo, impossibile.

Il film, che cerca di stabilire sia la distanza che il rapporto tra Jay e Clooney, riesce con successo a ritrarre la superficialità colta di Jay, un uomo che ha quasi dimenticato chi è. Che Clooney interpreti se stesso o meno, la vera star del film è Adam Sandler, che interpreta Ron, il manager di Jay e amico intimo, il cui rapporto con lui subisce colpi irreversibili alla fine del viaggio. L’umorismo naturale di Sandler è ulteriormente esaltato dall’imbarazzo e dalla stanchezza che accompagnano l’età, che gli si addicono perfettamente.

Tuttavia, Baumbach non riesce a trasmettere con la stessa maestria il percorso emotivo di Jay, in gran parte punteggiato da tristezza e solitudine. Le scene affollate e stereotipate in Italia e Francia durante il viaggio europeo di Jay e Daisy lasceranno il pubblico a disagio.

Sebbene il regista tenti di seguire le orme di film modernisti e introspettivi come Smultronstället (1957) e Otto e Mezzo (1963), in particolare nelle sequenze di flashback in cui Jay ricorda i suoi anni di scuola, i suoi ricordi sul set e i suoi confronti con la figlia maggiore, l’artificiosità e l’umorismo forzato delle sezioni che seguono queste scene purtroppo non riescono a stabilire un equilibrio tonale. Jay Kelly è un film che suggerisce le questioni fondamentali che Baumbach stava prendendo in considerazione mentre costruiva la sua narrazione, i temi e i concetti che voleva esplorare, ma non riesce a metterli tutti in pratica.

Bugonia di Yorgos Lanthimos

Un altro film presentato in anteprima il secondo giorno del festival è stato Bugonia (2025) di Yorgos Lanthimos, un adattamento del film sudcoreano Jigureul jikyeora! (2003). Sebbene il regista rimanga fedele alla sceneggiatura di Jang Joon-hwan, fatta eccezione per alcuni dettagli, le sue immagini hanno dato vita a un film di Lanthimos per eccellenza. Se sia un buon film di Lanthimos, è discutibile. Il film presenta gli interni vuoti, anonimi e minimalisti, tratti distintivi dell’architettura del XXI secolo, nella casa e nell’ufficio di Michelle Fuller, a capo di un’azienda farmaceutica di fama internazionale. Fuller emerge come il capo per eccellenza del tardo capitalismo, un uomo a cui importa poco oltre i profitti della sua azienda, la produttività e il successo dei suoi dipendenti, tutti aspetti che diluisce attraverso il filtro della sensibilità contemporanea. Ma secondo Teddy e il suo ingenuo cugino, che non ha altra scelta che approvare le sue idee, Michelle Fuller è un’aliena andromedana inviata a distruggere il mondo. Teddy, la cui madre è in coma a causa dei farmaci prodotti dall’azienda di Michelle, mette in atto un piano meticolosamente elaborato per anni: rapire Michelle per sconfiggere gli alieni, che ritiene essere la radice di ogni male.

Festival di Venezia 2025, il programma

Concorso

Mercoledì 27 agosto – La Grazia di Paolo Sorrentino (Italia) – film d’apertura

Giovedì 28 agosto – Orphan di László Nemes

Giovedì 28 agosto – Bugonia di Yorgos Lanthimos

Giovedì 28 agosto – Jay Kelly di Noah Baumbach (USA)

Venerdì 29 agosto – À pied d’oeuvre di Valérie Donzelli (Francia)

Venerdì 29 agosto – No other choice di Park Chan-Wook

Sabato 30 agosto – Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi (Italia)

Sabato 30 agosto – Frankenstein di Guillermo del Toro (USA)

Domenica 31 agosto – The Wizard of the Kremlin di Olivier Assayas

Domenica 31 agosto – Father, Mother, Sister, Brother di Jim Jarmusch

Lunedì 1 settembre – The Testament of Ann Lee di Mona Fastvold

Lunedì 1 settembre – The Smashing Machine di Benny Safdie

Martedì 2 settembre – L’Étranger di François Ozon

Martedì 2 settembre – A house of dynamite di Kathryn Bigelow

Mercoledì 3 settembre – The voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania

Mercoledì 3 settembre – Duse di Pietro Marcello (Italia)

Giovedì 4 settembre – Girl di Shu Qui

Giovedì 4 settembre – Elisa di Leonardo Di Costanzo (Italia)

Venerdì 5 settembre – Un film fatto per Bene di Franco Maresco (Italia)

Venerdì 5 settembre – Ri Gua Zhong Tian (The Sun Rises on Us All) di Cai Shangjun

Venerdì 5 settembre – Silent Friend di Ildikó Enyedi

TBC – (Zvanì di Giuseppe Piccioni (Italia))

Fuori Concorso

Fiction

Venerdì 29 agosto – After the Hunt – Dopo la caccia di Luca Guadagnino (USA)

Sabato 30 agosto – Den Sidste Viking (The Last Viking) di Anders Thomas Jensen

Sabato 30 agosto – La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli (Italia)

Domenica 31 agosto – Il Maestro di Andrea di Stefano

Lunedì 1 settembre – Orfeo di Virgilio Villoresi (Italia)

Martedì 2 settembre – Dead Man’s Wire di Gus Van Sant

Mercoledì 3 settembre – In the hand of Dante di Julian Schnabel

Giovedì 4 settembre – Hateshinaki Scarlet di Mamoru Hosoda

Venerdì 5 settembre – L’Isola di Andrea di Antonio Capuano

Venerdì 5 settembre – Boşluğa Xütbə (Sermon to the Void) di Hilal Baydarov

Sabato 6 settembre – Chien 51 di Cédric Jimenez – film di chiusura

Non fiction

Giovedì 28 agosto – Ghost Elephants di Werner Herzog

Giovedì 28 agosto – Director’s Diary di Aleksander Sokurov

Venerdì 29 agosto – Cover-Up di Laura Poitras e Mark Obenhaus

Venerdì 29 agosto – The Tale of Sylian di Tamara Kotevska

Venerdì 29 agosto – Baba Wa Al-Qadhafi (My Father and Qaddafi) di Jihan K

Sabato 30 agosto – Broken English di Jane Pollard e Iain Forsyth

Domenica 31 agosto – Nuestra Tierra di Lucrecia Martel

Lunedì 1 settembre – Kim Novak’s Vertigo di Alexandre Philippe (Francia)

Martedì 2 settembre – Marc by Sofia di Sofia Coppola

Martedì 2 settembre – I Diari di Angela — Noi due cineasti. Capitolo terzo di Yervant GIanikian e Angela Ricci Lucchi

Mercoledì 3 settembre – Remake di Ross McElwee

Mercoledì 3 settembre – Kabul, Between Prayers di Aboozar Amini

Mercoledì 3 settembre – Zapiski Nastoyashego Prestupnika (Notes of a True Criminal) di Alexander Rodnyansky e Andriy Alferov

Giovedì 4 settembre – Ferdinando Scianna — Il fotografo dell’ombra di Roberto Andò (Italia)

Venerdì 5 settembre – Hui Jia (Back Home) di Tsai Ming-liang

Cortometraggi

Martedì 26 agosto – Origin di Yann Arthus-Bertrand

Giovedì 28 agosto – Rukeli di Alessandro Rak

Lunedì 1 settembre – Goffredo felicissimo? di Franco Maresco (Italia)

Lunedì 1 settembre – Boomerang Atomic di Rachid Bouchareb

Lunedì 1 settembre – How to shoot a ghost di Charlie Kaufman

Documentari – Musica e cinema

Venerdì 5 settembre – Francesco De Gregori – Nevergreen di Stefano Pistolini (Italia)

Venerdì 5 settembre – Newport and the great folk dream di Robert Gordon (USA)

Venerdì 5 settembre – Nino. 18 Giorni di Toni D’Angelo (Italia)

Venerdì 5 settembre – Piero Pelù – Rumore dentro di Francesco Fei (Italia)

Serie

Sabato 30 agosto – Un prophète (Ep 1-4) di Enrico Maria Artale

Domenica 31 agosto – Un prophète (Ep 5-8) di Enrico Maria Artale

Lunedì 1 settembre – Portobello (Ep 1-2) di Marco Bellocchio (Italia)

Lunedì 1 settembre – Etty (Ep 1-3) di Hagai Levi

Martedì 2 settembre – Etty (Ep 4-6) di Hagai Levi

Giovedì 4 settembre – Il Mostro (Ep 1-4) di Stefano Sollima (Italia)

Orizzonti

Lungometraggi

Mercoledì 27 agosto – Mother di Teona Strugar – film d’apertura

Giovedì 28 agosto – Otec (Father) di Tereza Nvotová

Giovedì 28 agosto – Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli (Italia)

Venerdì 29 agosto – Estrany Riu (Strange River) di Jaume Claret Muxart

Venerdì 29 agosto – Dinți de Lapte (Milk Teeth) di Mihai Mincan

Sabato 30 agosto – Rose of Nevada di Mark Jenkin

Sabato 30 agosto – Late Fame di Kent Jones

Domenica 31 agosto – Un anno di scuola di Laura Samani (Italia)

Domenica 31 agosto – The souffleur di Gastón Solnicki

Lunedì 1 settembre – Songs of forgotten trees di Anuparna Roy

Lunedì 1 settembre – Harà Watan (Lost Land) di Akio Fujimoto

Martedì 2 settembre – Komedie Elahi (Divine Comedy) di Ali Asgari

Martedì 2 settembre – Barrio triste di Stillz

Mercoledì 3 settembre – Hiedra di Ana Cristina Barragán

Mercoledì 3 settembre – Human Resource di Nawapol Thamrongrattanarit

Giovedì 4 settembre – Pin de Fartie di Alejo Moguillansky

Giovedì 4 settembre – En el camino di David Pablos

Venerdì 5 settembre – Grand Ciel di Akihiro Hata

Venerdì 5 settembre – Funeral Casino Blues di Roderick Warich

Cortometraggi in concorso

Giovedì 28 agosto – Norheimsund di Ana Alpizar (Cuba, USA)

Giovedì 28 agosto – Merrimundi di Niles Atallah (Cile)

Giovedì 28 agosto – La ligne de vie (The Lifeline) di Hugo Becker (Francia)

Giovedì 28 agosto – Je crois entendre encore (I hear it still) di Constance Bonnot (Francia)

Giovedì 28 agosto – Kushta Mayn, La mia Costantinopoli di Nicolò Folin (Italia )

Giovedì 28 agosto – Praying mantis di Joe Hsieh, Yonfan (Taipei, Hong Kong)

Giovedì 28 agosto – You Jian Chui Yan (A soil a culture a river people) di Viv Li (Germania, Belgio, Cina)

Giovedì 28 agosto – El origen del mundo (The origin of the world) di Jazmin Lopez (Argentina)

Giovedì 28 agosto – The curfew di Shehrezad Maher (USA)

Giovedì 28 agosto – Lion Rock di Nick Maywo, Prisca Bouchet (Nuova Zelanda)

Giovedì 28 agosto – Saint Simeon di Olubunmi Ogunsola (Nigeria)

Giovedì 28 agosto – Utan Kelly (Without Kelly) di Lovisa Sirén (Svezia)

Giovedì 28 agosto – Coyotes di Said Zagha (Francia, Giordania)

Giovedì 28 agosto – Nedostupni (Unavailable) di Kyrylo Zemlyanyi (Ucraina, Francia, Belgio, Bulgaria, Paesi Bassi)

Cortometraggi Fuori Concorso

Rukeli di Alessandro Rak (Italia, Svezia)

Orizzonti Cortometraggi Omaggio alla Scuola di Cinema “A Wave in the Ocean” (AWITO) di Jane Campion

Giovedì 28 agosto – Girl Time di Eleanor Bishop (Nuova Zelanda)

Giovedì 28 agosto – The Girl Next Door di Mingjian Cui (Nuova Zelanda)

Giovedì 28 agosto – The Brightness di Freya Silas Finch (Nuova Zelanda)

Giovedì 28 agosto – In Conversation with Jack Maurer di Hash Perambalam (Nuova Zelanda)

Giovedì 28 agosto – Socks di Todd Karehana (Nuova Zelanda)

Giovedì 28 agosto – Kurī di Ana Chaya Scotney (Nuova Zelanda)

Giovedì 28 agosto – A Very Good Boy di Samuel Te Kani (Nuova Zelanda)

Venezia Classici

Restaurati

Martedì 26 agosto – Queen Kelly di Erich von Stroheim (1929) – film di preapertura

Giovedì 28 agosto – Bashù, Gharibeh Kouchak (Bashu, Il Piccolo Straniero) di Bahram Beyzai (Iran, 1986)

Giovedì 28 agosto – The Delicate Delinguent (Il Delinquente Delicato) di Don McGuire (USA, 1957)

Venerdì 29 agosto – Mark of the Renegade (Il Marchio del Rinnegato) di Hugo Fregonese (USA, 1951)

Venerdì 29 agosto – Le quai des brumes (Il porto delle nebbie) di Marcel Carné (Francia, 1938)

Sabato 30 agosto – Lo Spettro di Riccardo Freda (Italia, 1963)

Sabato 30 agosto – Przypadek (Destino Cieco) di Krzysztof Kieslowksi (Polonia, 1981)

Domenica 31 agosto – 3:10 To Yuma (Qel treno per Yuma) di Delmer Daves (USA, 1957)

Domenica 31 agosto – Il magnifico cornuto di Antonio Pietrangeli (Italia, Francia)

Lunedì 1 settembre – Kagi (La Chiave) di Kon Ichikawa (Giappone, 1959)

Lunedì 1 settembre – Matador di Pedro Almodovar (Spagna, 1986)

Martedì 2 settembre – House of Strangers (Amarao Destino) di Joseph L. Mankiewicz (USA)

Martedì 2 settembre – Roma Ore 11 di Giuseppe De Santis (Italia, 1952)

Mercoledì 3 settembre – Aiqing Wansui (Vive l’amour) di Tsai Ming-Liang (1994)

Mercoledì 3 settembre – Lolita di Stanley Kubrick (USA, 1962)

Giovedì 4 settembre – Kaidan (Kwaidan – Storie di fantasmi) di Masaki Kobayashi (Giappone, 1965)

Giovedì 4 settembre – Do bigha zamin (Due ettari di terra) di Bimal Roy (India, 1953)

Venerdì 5 settembre – Aniki-Bòbò di Manoel De Oliveira (Portogallo, 1942)

Venerdì 5 settembre – Ti ho sposato per allegria di Luciano Salce (Italia, 1967)

Documentari

Giovedì 28 agosto – Megadoc di Mike Figgis

Venerdì 29 agosto – Sangre del Toro di Yves Montmayeur

Sabato 30 agosto – Louis Malle, le Révolté di Claire Duguet

Domenica 31 agosto – Elvira Notari: oltre il silenzio di Valerio Ciriaci

Lunedì 1 settembre – Holofiction di Michal Kosakowski

Martedì 2 settembre – The Ozu Diaries di Daniel Raim

Mercoledì 3 settembre – Memoria de los Olivados di Javier Espada

Giovedì 4 settembre – Mata Hari di Joe Beshenkovsky e James Smith

Venerdì 5 settembre – Boorman and the Devil di David Kittredge

Venezia Final Cut

Fiction

House of the wind (La Maison du vent) di Kouemo Yanghu Auguste Bernard (Camerun, Benin, Francia, Belgio)

My Semba (Meu Semba) di Hugo Salvaterra (Angola)

Standing at the ruins (Al Woqoof Ala el Atlal) di Saeed Taji Farouky (Egitto, Regno Unito) – Focus on the United Kingdom

The Station (Al Mahattah) di Sara Ishaq (Yemen, Giordania, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Qatar)

Yesterday the eye didn’t sleep di Rakan Mayasi (Belgio, Libano, Palestina)

Documentari

Legacy (Soleil, Lune, Étoiles) di Mamadou Dia (Senegal, Francia)

Progetto Senza Titolo dallo Yemen di Mariam Al-Dhubhani (Yemen, Qatar, Norvegia, Francia)

Out of School (La Cour des Grands) di Hind Bensari (Danimarca, Marocco) – Focus on Morocc

Venezia Spotlight

Giovedì 28 agosto – Hijra di Shahad Ameen

Venerdì 29 agosto – Calle Malaga di Maryam Touzani

Sabato 30 agosto – Motor City di Potsy Ponciroli

Domenica 31 agosto – Made in EU di Stephan Komandarev

Lunedì 1 settembre – À Bras-Le-Corps di Marie-Elsa Sgualdo

Martedì 2 settembre – Ammazzare stanca di Daniele Vicari

Mercoledì 3 settembre – Un cabo suelto di Daniel Hendler

Giovedì 4 settembre – La hija de la Española di Mariana Rondón e Marité Ugas

Biennale College Cinema

Giovedì 28 agosto – Secret of a mountain serpent di Nidhi Saxena

Domenica 31 agosto – Agnus Dei di Massimiliano Camaiti

Sezioni autonome e parallele

Settimana internazionale della critica

Giornate degli autori

Settimana internazionale della critica

In concorso

Venerdì 29 agosto – Agon di Giulio Bertelli (Italia, USA, Francia)

Sabato 30 agosto – Ish di Imran Perretta (Gran Bretagna)

Domenica 31 agosto – Gorgonà di Evi Kologiropoulou (Grecia, Francia)

Lunedì 1 settembre – Roqia di Yanis Koussim (Algeria, Francia, Qatar, Arabia Saudita)

Martedì 2 settembre – Straight Circle di Oscar Hudson (Gran Bretagna)

Mercoledì 3 settembre – Cotton Queen di Suzannah Mirghani (Germania, Francia, Palestina, Egitto, Qatar, Arabia Saudita)

Giovedì 4 settembre – Waking Hours di Federico Cammarata e Filippo Foscarini (Italia)

Eventi Speciali

Giovedì 28 agosto – Stereo Girls di Caroline Deruas Peano (Francia, Canada) – film d’apertura

Giovedì 28 agosto – Restare di Fabio Bobbio (Italia) – cortometraggio d’apertura

Venerdì 5 settembre – Confini, canti di Simone Massi (Italia) – cortometraggio di chiusura

Venerdì 5 settembre – 100 Nights of Hero di Julia Jackman (Gran Bretagna) – film di chiusura

Cortometraggi in concorso

Venerdì 29 agosto – The PØrnØgraphƏr di Hariel (Italia)

Sabato 30 agosto – Marina di Paoli De Luca (Italia)

Domenica 31 agosto – La moto di Matteo Giampietruzzi (Italia, Danimarca, Spagna)

Lunedì 1 settembre – Sante di Valeria Gaudieri (Italia)

Martedì 2 settembre – Arca di Lorenzo Quagliozzi (Italia)

Giovedì 4 settembre – El pütì pèrs di Paolo Baiguera (Italia)

Festa in famiglia di Nadir Taji (Italia)

Giornate degli autori

In concorso

Mercoledì 17 agosto – Memory di Vladlena Sandu (Ucraina)

Giovedì 28 agosto – La Gioia di Nicolangelo Gelormini (Italia)

Venerdì 29 agosto – Bearcave di Krysianna Papadakis e Stergios Dinopoulos (Grecia)

Sabato 30 agosto – Memory of Princess Mumbi di Damien Hauser (Kenya)

Sabato 30 agosto – Short Summer di Nastia Korkia (Russia)

Domenica 31 agosto – A Sad and Beautiful World di Cyril Aris (Libano)

Lunedì 1 settembre – Past Future Continuous di Firouzeh Khosrovani (Iran)

Martedì 2 settembre – Last Night I Conquered the City of Thebes di Gabriel Azorín (Spagna)

Mercoledì 3 settembre – Vainilla di Mayra Hermosillo (Messico)

Giovedì 4 settembre – Inside Amir di Amir Azizi (Iran)

Eventi speciali

Venerdì 29 agosto – Writing Life di Claire Simon (Francia)

Domenica 31 agosto – Il quieto vivere di Gianluca Matarrese

Lunedì 1 settembre – Laguna di Sharunas Bartas (Lituania)

Mercoledì 3 settembre – Who Is Still Alive di Nicolas Wadimoff (Svizzera)

Giovedì 4 settembre – Do You Love Me di Lana Daher (Libano)

Venerdì 5 settembre – Come ti muovi sbagli di Gianni Di Gregorio (Italia) – film di chiusura

Miu Miu Women’s Tales

Sabato 30 agosto – 29 Autobiografia di una borsetta di Joanna Hogg (Italia)

Sabato 30 agosto – 30 Fragments for Venus di Alice Diop (USA, Francia)

Notti veneziane

Dom di Massimiliano Battistella (Italia) – film di apertura delle Notti

Life Beyond the Pine Curtain di Giovanni Troilo (Italia)

Film di Stato di Roland Sejko (Italia, Albania)

Una cosa vicina di Loris G. Nese (Italia)

Toni, mio padre di Anna Negri (Italia)

Indietro così! di Antonio Morabito (Italia)

Confiteor di Bonifacio Angius (Italia)

Amata di Elisa Amoruso (Italia)

6:06 di Tekla Taidelli

Festival di Venezia 2025, la giuria internazionale sarà guidata da Alexander Payne

 
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