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Ondata di dimissioni nel governo Meloni dopo la sconfitta referendaria

La bocciatura del referendum sulla riforma della giustizia in Italia ha innescato una serie di dimissioni ai vertici del governo guidato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Dopo due uscite al Ministero della Giustizia, si è dimessa anche la ministra del Turismo, Daniela Santanché, su richiesta della premier.

In Italia si registrano ripercussioni politiche dopo la bocciatura della riforma della giustizia al referendum del 22-23 marzo. Il risultato, definito da molti osservatori come la “prima vera sconfitta” del governo, ha portato a una serie di dimissioni all’interno dell’esecutivo e dell’amministrazione statale.

La prima dimissione è arrivata dal sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, dopo le accuse di legami economici con una persona collegata alla criminalità organizzata, tramite un investimento in un ristorante a Roma. In una nota scritta, Delmastro ha dichiarato di aver agito con responsabilità, pur negando qualsiasi illecito. Secondo quanto riportato dai media italiani, Delmastro avrebbe detenuto quote insieme alla figlia di Andrea Caroccia, condannato per legami con la camorra. Il sottosegretario ha respinto le accuse, affermando di aver ceduto le proprie quote non appena venuto a conoscenza del legame. In precedenza, Delmastro era stato processato per la divulgazione di informazioni riservate relative a un detenuto anarchico, ricevendo una condanna con pena sospesa.

Un’altra dimissione ha riguardato Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del Ministero della Giustizia. Bartolozzi era finita al centro delle polemiche per alcune dichiarazioni rilasciate durante la campagna referendaria, in cui aveva definito i giudici una “squadra di esecuzione”. Era inoltre coinvolta in un’inchiesta per presunte informazioni fuorvianti fornite ai magistrati in un caso relativo a un funzionario libico ricercato dalla Corte penale internazionale.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha accettato le dimissioni e ha invitato anche la ministra del Turismo, Daniela Santanché, sotto indagine per corruzione e frode, a lasciare l’incarico.

Si dimette anche Santanchè

A seguito della richiesta della premier, la ministra del Turismo, Daniela Santanché, ha rassegnato le dimissioni. In una lettera indirizzata a Meloni, ha affermato di aver svolto il proprio incarico “al meglio delle sue capacità” e di non avere precedenti penali. Santanchè ha dichiarato di non voler essere il capro espiatorio della sconfitta referendaria, ma ha comunque deciso di obbedire alla richiesta della presidente del Consiglio. Ha inoltre espresso rammarico per la conclusione anticipata del suo mandato, ribadendo tuttavia la priorità del progetto politico.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto che accetta le dimissioni di Santanché e assegna temporaneamente le sue funzioni alla presidente del Consiglio, Meloni, come comunicato dal Quirinale.

I risultati del referendum

La riforma costituzionale proposta dal governo Meloni mirava a riorganizzare il sistema giudiziario, introducendo limitazioni al passaggio tra magistrati giudicanti e requirenti e modifiche agli organi di controllo. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, l’affluenza al voto è stata del 58,9% su un totale di 51,4 milioni di elettori. Il 53,7% dei votanti ha espresso un voto contrario, respingendo la riforma. Il risultato è considerato un significativo arretramento politico per il governo Meloni, in carica da circa quattro anni.

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