Addio a Michela Murgia
Vita gazette – È morta Michela Murgia. La scrittrice aveva 51 anni ed era malata da tempo di un carcinoma al quarto stadio, del quale aveva parlato.Il funerale si terrà domani alla Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli Artisti, alle 15.30.
È morta oggi la scrittrice Michela Murgia. Aveva rivelato la sua malattia, un carcinoma ai reni in un’intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo lo scorso maggio “Il cancro non è una cosa che ho; è una cosa che sono”, disse. L’11 giugno, Murgia aveva annunciato il ritiro dagli incontri pubblici. A metà luglio aveva sposato “in articulo mortis” Lorenzo Terenzi (1988), attore, regista e musicista. Con il suo romanzo più noto, “Accabadora” (Einaudi, 2009), aveva vinto il premio Campiello. Il suo ultimo libro, “Tre ciotole. Rituali per un anno di crisi” (Mondadori, 2023), è entrato subito in vetta alle classifiche dei volumi più venduti.
A maggio aveva rivelato di soffrire di un cancro ai reni al quarto stadio. Dopo aver reso pubblica la sua malattia la scrittrice, drammaturga, opinionista, ha raccontato sui social i momenti privati, celebrando la sua famiglia queer ma anche continuando le sue battaglie da attivista per i diritti. Il funerale si terrà domani alla Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli Artisti, alle 15.30.
Nata a Cabras nel 1972, Michela Murgia ha esordito con Il mondo deve sapere (2006), romanzo tragicomico sul mondo dei call center, che ha ispirato l’opera teatrale omonima e il film Tutta la vita davanti (2008). Molto legata alla sua terra, nel 2008 ha firmato Viaggio in Sardegna. Due anni dopo è uscito Accabadora, premio Super Mondello e premio Campiello, mentre è del 2011 Ave Mary, riflessione sul ruolo della donna nel contesto cattolico.
Tra le sue opere successive Presente, L’incontro. Il saggio breve sul femminicidio L’ho uccisa perché l’amavo. Falso!; e ancora Futuro interiore, L’inferno è una buona memoria, il saggio Istruzioni per diventare fascisti, Noi siamo tempesta. Storie senza eroe che hanno cambiato il mondo. Stai zitta, God save the queer. Catechismo femminista e infine l’ultimo Tre ciotole, entrato subito in testa alle classifiche di vendita. Lo scorso 11 giugno Murgia aveva annunciato il ritiro dall’attività pubblica.
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