Roma festeggia i Santi San Pietro e Paolo, patroni di Roma
Il 29 giugno in varie regioni italiane si celebra la Festa dei Santi Pietro e Paolo, in onore del martirio a Roma dei due apostoli. Da Nord a Sud è un pullulare di celebrazioni religiose, fiere e sagre che li omaggiano.
Il 29 giugno di ogni anno, Roma celebra i Santi Pietro e Paolo, patroni della città e fondatori della nuova Roma cristiana. I Patroni di Roma, ma anche gli apostoli della fede che, entrambi nella Città Eterna, trovarono la morte durante le persecuzioni dei primi Cristiani, uno decapitato alle Tre Fontane e l’altro crocifisso a testa in giù (per volontà della vittima che si considerò indegno di una morte come il Cristo) sul colle Vaticano, dove era il Circo di Caligola, del quale l’attuale obelisco di Piazza San Pietro, 400 metri più ad ovest, ne era il centro della spina. Sulle loro tombe nacquero poi due delle attuali quattro basiliche papali. Anche l’iconografia di questi due personaggi storici – perché ne è accertata la vita e la morte – è importante: San Pietro ritratto sempre con la barba tonda e riccia ed in mano le classiche chiavi del Regno dei Cieli consegnategli da Gesù e Pietro, l’apostolo delle genti, con invece la barba a punta tipica degli intellettuali che tiene nelle mani un libro e la spada.
In questa giornata messa solenne nella Basilica di San Pietro (ore 9,30) che si aprirà con la benedizione dei Sacri Pallii, quelle stole confezionate con la lana degli agnelli benedetti nel giorno di S. Agnese e poi allevati e tosati nel Monastero delle Tre Fontane per poi essere tessute dalle suore di Santa Cecilia in Trastevere e quindi posto ai vespri del 28 giugno, nella nicchia dei Pallii sulla tomba di San Pietro per l’antica sacralità da contatto. Questo simbolo del peso dell’agnello sulle spalle del pastore ma anche di piena comunione con il Papa, viene indossato dagli arcivescovi metropoliti solo nell’ambito della propria diocesi. Solo il Papa lo indossa in tutte le cerimonie.
La Basilica di San Pietro per l’occasione è vestita a festa: sulla grande cancellata è posta la nassa del Pescatore fatta di bosso intrecciato; Ai piedi del grande altare papale sulla scala che scende alla Confessione viene steso – solo in questo giorno – un tappeto settecentesco tessuto dalle Principesse romane; Sull’altare le statue in bronzo dorato di Pietro e Paolo e la statua di Gesù che consegna le chiavi a Pietro. Ma soprattutto c’è la statua di San Pietro vestita dei paramenti pontificali con il Piviale rosso, dell’anello piscatorio e della Tiara papale al posto dell’aureola che viene smontata. Una vestizione che avviene due volte l’anno: in questa occasione e per la festività della Cattedra di San Pietro.
In tutta la capitale si susseguono eventi e ricorrenze imperdibili. Scopriamo le tradizioni più belle e suggestive.
l’appuntamento principale è la mattina del 29 giugno in Piazza San Pietro. Qui si tiene la solenne Messa presieduta dal Santo Padre, durante la quale si svolge anche la benedizione dei Palli, gli indumenti liturgici destinati ai nuovi arcivescovi metropoliti.
Le celebrazioni iniziano nella notte tra il 28 e il 29 giugno con una suggestiva veglia di preghiera presso la Basilica di San Pietro. Il giorno seguente, domenica 29, si svolge la Santa Messa della Solennità presso il Pantheon, momento centrale della festa religiosa. Tra gli appuntamenti più affascinanti c’è la storica infiorata di Roma, che per tutta la giornata decora Via della Conciliazione con spettacolari composizioni floreali.
Di grande interesse anche il cammino-evento “Quo Vadis”, che propone due itinerari: “la Via di Paolo” e “la Via di Pietro”, un percorso spirituale e culturale attraverso i luoghi simbolici dei due apostoli a Roma, con arrivo a Piazza San Pietro. A concludere i festeggiamenti, uno degli eventi più attesi: la tradizionale Girandola di Castel Sant’Angelo.
Da un’idea di Michelangelo, perfezionata dal Bernini, lo spettacolo pirotecnico fu introdotto nel 1481 ed è stato fonte di ispirazione per scrittori e artisti nel corso dei secoli. Lo spettacolo, che ha stimolato la creatività di giganti della letteratura come Dickens, Belli e artisti come Piranesi, testimonia il profondo impatto culturale di questo evento, ispirando generazioni di menti creative.
Una fontana di scintille luminose che abbraccia Castel Sant’Angelo. In occasione della Festa dei Santi Pietro e Paolo, la sera di sabato 29 giugno, è tornata la “Rievocazione Storica della Girandola di Michelangelo”. Secondo la tradizione, lo spettacolo pirotecnico ebbe origine intorno al XV secolo, da un’idea di Michelangelo Buonarroti per celebrare i santi fondatori della Chiesa e patroni della città di Roma. Nel 1481 fu costruito sulla Terrazza dell’Angelo per celebrare il pontificato di papa Sisto IV. Formava una girandola che terminava con una fontana di fuochi che sgorgava sul monumento.I posti migliori per assistere allo spettacolo, come Lungotevere Tor di Nona e i ponti Vittorio Emanuele II, Sant’Angelo e Umberto I, offrono panorami mozzafiato.
Non si possono separare Pietro e Paolo: sono i due fondamenti della Chiesa
La tradizione cristiana li ha sempre celebrati insieme, mai uno senza l’altro. La Chiesa di Roma è legata in modo speciale a questi due Apostoli, che sono stati testimoni diretti della vita di Gesù.
Pietro era un galileo, un pescatore che viveva a Cafarnao, sul lago di Tiberiade, riconoscibile dal suo accento. Paolo invece era un ebreo della diaspora, nato a Tarso (in Asia Minore), fariseo di formazione, ma anche cittadino romano: un fatto molto particolare per l’epoca.
Le loro vite cambiarono radicalmente quando incontrarono Gesù. Pietro, allora chiamato Simone, sentì queste parole: “Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)” (Gv 1, 42). Lasciò la sua barca, la pesca e la sua famiglia per seguire il Maestro. Paolo, allora chiamato Saulo, udì la voce di Cristo: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” (Atti 9, 4) e, da persecutore dei cristiani, si mise al servizio degli Apostoli.
A Pietro fu affidata la guida della Chiesa: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” (Mt 16, 18). Paolo, invece, divenne l’Apostolo che portò il Vangelo ai popoli non ebrei.
Entrambi morirono martiri a Roma per amore di Cristo: Pietro venne crocifisso, Paolo decapitato.
Pietro, simbolicamente rappresentato con le chiavi, e Paolo con la spada, sono sempre stati uniti nella missione della Chiesa, nella liturgia e nell’arte.
Condividi: