Crisi globale nel settore vinicolo:
aumento degli scambi commerciali in Italia
Il consumo mondiale di vino è sceso nel 2024 al livello più basso degli ultimi 60 anni. L’Italia è il maggiore esportatore di vino e il suo commercio è aumentato grazie alla popolarità di vini spumanti come il Prosecco.
Consumo mondiale di vino in calo. Le vendite globali di vino scendono ai livelli più bassi dal 1961. L’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) ha annunciato che il consumo globale di vino scenderà al livello più basso degli ultimi 60 anni nel 2024. L’OIV ha affermato che le vendite del 2024 sono diminuite del 3,3% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 214,2 milioni di ettolitri. L’OIV, il cui rapporto si basava su dati governativi, ha affermato che questo sarebbe stato il dato di vendita più basso dal 1961, quando le vendite furono di 213,6 milioni di ettolitri. Consumo e produzione in calo in quasi tutti i mercati. Il consumo mondiale di vino è sceso nel 2024 al livello più basso in oltre 60 anni, ha affermato il principale organismo di settore, sollevando preoccupazioni per i nuovi rischi derivanti dai dazi statunitensi. Anche la produzione è al livello più basso in oltre 60 anni, con un calo del 4,8% nel 2024, attestandosi a 225,8 milioni di ettolitri.
L’OIV ha affermato che il consumatore sta pagando circa il 30% in più per una bottiglia rispetto al 2019-20 e che da allora il consumo complessivo è diminuito del 12%. L’OIV ha affermato che la produzione è stata colpita da eventi ambientali estremi, come precipitazioni superiori alla media in alcune regioni chiave e siccità in altre.
Nel mondo: calo negli Stati Uniti e in Cina
Gli Stati Uniti, il principale mercato vinicolo mondiale, hanno visto i consumi scendere del 5,8%, attestandosi a 33,3 milioni di ettolitri. Le vendite in Cina rimangono al di sotto dei livelli pre-Covid-19, nonostante una ripresa dopo la pandemia. In Europa, che rappresenta quasi la metà delle vendite mondiali, il consumo è diminuito del 2,8% lo scorso anno. In Francia, uno dei principali produttori mondiali, la produzione francese è scesa del 23%, attestandosi a 36,1 milioni di ettolitri, il livello più basso dal 1957. La Spagna ha prodotto 31 milioni di ettolitri, mentre la produzione di vino statunitense è diminuita del 17,2%, attestandosi a 21,1 milioni di ettolitri, principalmente a causa del caldo estremo. Lo scorso anno il consumo di vino è diminuito del 3,6%. Spagna e Portogallo sono stati tra i rari mercati in cui il consumo è aumentato.
Aumento degli scambi commerciali dell’Italia
L’Italia è stata il primo produttore mondiale con 44 milioni di ettolitri. L’Italia è anche il maggiore esportatore di vino e il suo commercio è aumentato grazie alla popolarità di vini spumanti come il Prosecco.
Il responsabile delle statistiche dell’OIV: l’industria vinicola è stata colpita da una tempesta perfetta
Il responsabile delle statistiche dell’OIV, Giorgio Delgrosso, ha affermato che l’industria vinicola è stata colpita da una tempesta perfetta, poiché le preoccupazioni per la salute hanno ridotto i consumi in molti paesi e i fattori economici hanno aggravato le difficoltà. Delgrosso ha affermato che i dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sebbene temporaneamente sospesi, potrebbero trasformarsi in “un’altra bomba” per l’industria vinicola.
Nicolas: “meno ma di migliore qualità”
La catena francese di vini Nicolas ha affermato che il calo del consumo di bevande alcoliche è il segno di un “cambiamento generazionale”: “Non si beve più per festeggiare, i giovani bevono meno dei loro genitori”. Tuttavia, Nicolas ha anche sottolineato che i consumatori stanno scegliendo di bere “meno ma di migliore qualità” e sono disposti a spendere di più per le bottiglie di vino.
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