Il nuovo Papa sarà mio padre?
Il biografo Austen Ivereigh descrisse Bergoglio come dotato di due qualità raramente riscontrabili insieme: la santità profetica di un santo del deserto e il genio politico di un leader carismatico…
Jorge Mario Bergoglio, conosciuto con il nome di battesimo Francesco, è un Papa di straordinaria umiltà. La sua semplicità, modestia e simpatia lo hanno reso amato da tutti. La sua comunicazione calorosa e sincera con le persone, unita al suo sorriso luminoso, ha creato un’atmosfera di accessibilità e calore…
Il primo Papa latinoamericano e non europeo scelse il nome Francesco come simbolo della sua missione. Fin dall’inizio, invitò a seguire l’esempio di San Francesco d’Assisi, il quale aveva rinunciato alla fortuna del padre, un mercante di seta…
Condusse una vita di semplicità, lontana dall’ostentazione. Fin dalla sua elezione a Papa, evitò abiti costosi, scarpe lussuose, pellicce, gioielli, croci in oro massiccio e bastoni vistosi. Anche da Papa, continuò a indossare il suo semplice anello d’argento con il segno della croce, simbolo del suo rifiuto del lusso…
Anche nel suo tradizionale primo discorso dal balcone, non indossò un vistoso mantello di ermellino rosso né uno scialle dorato. A differenza dei suoi predecessori, si presentò in una semplice tunica bianca e gridò: “Pregate per me”. Papa Francesco aveva compiuto un gesto impensabile: aveva abbandonato il suo ruolo di allibile”. Chiedeva aiuto al popolo in quanto “Papa umano”…
Espresse le sue ragioni per chiedere preghiere al popolo con le seguenti parole: “Sono anch’io un peccatore. Dio mi ha affidato un compito da svolgere. Ho bisogno delle vostre preghiere e del vostro sostegno per servire il popolo nel miglior modo possibile…
Si rifiutò di vivere nel magnifico Palazzo Papale di 15.000 metri quadrati, risalente al XVII secolo. Continuò a risiedere in una piccola stanza, arredata con un semplice letto, un comodino e un armadio, presso la Foresteria Santa Marta in Vaticano, dove alloggiò durante la riunione del Concilio…
A differenza dei Papi che vivevano nel lusso e viaggiavano su auto costose, il giorno della sua elezione si recò in autobus alla modesta pensione Santa Marta. Preferiva camminare quando non era malato. Accese il suo telefono e trasformò il palazzo che i Papi utilizzavano come residenza estiva in un museo…
Comunicava con tutti come un amico, un fratello maggiore e un padre. Si dedicava a comprendere i loro problemi e a trovare soluzioni. Non perdeva mai la modestia, il sorriso e il senso dell’umorismo, facendo sentire tutti inclusi e fondamentali.
L’altro aspetto della sua personalità era il genio politico di un leader carismatico.
Conosceva ogni argomento in modo approfondito, dai problemi politici e sociali a quelli economici e al cambiamento climatico. Era un autentico intellettuale…
Ciò che lo rendeva diverso era la sua chiarezza di pensiero e le sue idee innovative per affrontare i problemi.
Il Papa riformatore credeva che l’approccio “noi tutti” potesse risolvere i problemi e le disuguaglianze globali. Sosteneva che il mondo avesse bisogno di una rivoluzione di misericordia e affermava questo nel suo discorso ai giovani in Portogallo. Lo slogan che usò nel suo discorso ai giovani, “Tutti, tutti, tutti”, era il frutto di questa prospettiva…
Papa Francesco sembrava determinato a rafforzare il potere del Vaticano, che per secoli aveva cercato di essere l’attore principale sulla scena mondiale, partendo dalle fondamenta.
La sua posizione era dalla parte del popolo. Criticava le strategie e le guerre condotte attraverso politiche di potere e di interesse, come quelle sopra citate.
Sosteneva che porre fine a disastri umanitari come la fame, la guerra e le migrazioni dipendesse dai leader che governano il mondo. Per questo motivo, in primo luogo, chiedeva la cessazione della produzione di armamenti. Sottolineava che le risorse destinate al commercio di armi e ai conflitti dovessero essere investite per il bene delle persone e il benessere della società. Affermava: “La pace è essenziale per porre fine alla povertà, alle migrazioni e al genocidio”.
Descriveva il capitalismo come “avido, alla ricerca di facili profitti” e sosteneva che le risorse naturali venissero sfruttate in modo ingiusto. Credeva che coloro che governavano il mondo e i vari paesi avrebbero potuto risolvere i problemi globali se lo avessero voluto, e lanciava appelli su questo tema. Affermava: “Usate il vostro potere per il popolo, per il bene del mondo”.
Abbiamo perso una persona così speciale, dotata di un cuore, di una mente e di un senso della giustizia straordinari, in un giorno di Pasqua. Il mondo intero ha subito una grande perdita.
È un periodo di profondo lutto. Le parole “Francesco era mio padre, era mio fratello, era mio amico” risuonano ovunque…
Nel giorno in cui fu congedato per il suo ultimo viaggio, indossando le scarpe ortopediche nere che portava sempre – su sua esplicita richiesta – al posto delle lussuose scarpe rosse. l’immortale città di Roma divenne il palcoscenico di una giornata storica…
Centinaia di migliaia di persone hanno riempito le strade che conducono alla Basilica di San Pietro fin dalle prime ore del mattino, a partire dalle 5:00. Striscioni con la scritta “Ti amiamo, Papa” sono stati srotolati in Piazza San Pietro, accompagnati da disegni realizzati dai bambini. Al termine delle cerimonie religiose, un’enorme folla ha seguito il carro funebre bianco che trasportava la salma del Papa. Molti si sono radunati ai lati delle strade per dare a Papa Francesco il loro ultimo saluto. La folla, compresi i turisti, ha lanciato fiori verso l’auto del Papa, intonando canti come “Grazie, Papa”, “Ti amiamo, Papa”, “Mi mancherai, ci mancherai”, “Mio Papa”, “Francesco, prega per noi, Papa”.
Ora, il Vaticano ha davanti a sé un processo di “Conclave” molto intrigante. I cardinali che si rinchiudono nella Cappella Sistina determineranno il nuovo Papa. I riformatori o i fondamentalisti preferiti da Bergoglio vinceranno…
Un Papa che segue una persona con talenti così speciali ed è diventata la beniamina del popolo avrà un compito difficile. Certo, se vuole guadagnarsi un tale amore…
D’altra parte, il nuovo Papa erediterà una preziosa eredità lasciata da Bergoglio. Stiamo parlando di un’importante eredità che ha fatto uscire il Vaticano dalla sua scatola chiusa, ne ha fatto uno degli attori principali sulla scena mondiale e lo ha rilanciato dal basso. Consumerà questa preziosa eredità? O crescerà? Al momento non lo sappiamo…
Ma sappiamo questo: non esiste un secondo modello di Papa Francesco! Ce ne sarà uno dopo gli eventi della scorsa settimana? Francesco è diventato Papa 12 anni fa con un’elezione a sorpresa… Se una simile sorpresa dovesse ripetersi, emergerà un coraggioso eroe popolare che sarà vicino al popolo come un fratello maggiore, un padre o un amico, difendendone i diritti sulla scena globale? Emergerà un rivoluzionario? Potrà essere il nostro modello, nostro padre, il nostro fratello maggiore? Per esempio, sarà “mio padre” invece che “il mio Papa”?
Auspico che emerga un secondo Bergoglio per il mondo, per il popolo…
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