Vita Gazette

Le notizie dall’Italia.

Papa Ratzinger è morto, addio a Benedetto XVI

Vita gazette – Benedetto XVI, primo Papa emerito dopo la sua storica rinuncia al pontificato del febbraio 2013, ha terminato stamane il suo viaggio terreno. I funerali il 5 gennaio.

Il Papa emerito, all’anagrafe Josep Ratzinger, si è spento oggi 31 dicembre all’età di 95 anni Era malato da tempo. Il 28 dicembre 2022 Papa Francesco aveva lanciato un appello ai fedeli, richiamandoli alla preghiera per il suo predecessore: “Ricordarlo, è molto ammalato, chiedendo al Signore che lo consoli, che lo sostenga in questa testimonianza di amore alla Chiesa, fino alla fine”. I funerali saranno celebrati giovedì 5 gennaio, alle 9.30, in Piazza San Pietro e saranno presieduti da Papa Francesco, come ha riferito il direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni.

“Con dolore informo che il Papa emerito, Benedetto XVI, è deceduto oggi alle ore 9.34, nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano”, ha riferito il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, annunciando anche che dalla mattina di lunedì 2 gennaio, il corpo di Joseph Ratzinger sarà nella Basilica di San Pietro in Vaticano per il saluto dei fedeli.

“Rimanete saldi nella fede! Non lasciatevi confondere!… Gesù Cristo è veramente la via, la verità e la vita – e la Chiesa, con tutte le sue insufficienze, è veramente il Suo corpo.” Questo è uno dei lasciti spirituali che il Papa emerito Benedetto XVI affida ai fedeli nel suo testamento, che viene pubblicato nel libro Nient’altro che la verità scritto dall’Arcivescovo Georg Gänswein, suo segretario particolare, con Saverio Gaeta, per le edizioni Piemme e in uscita agli inizi di gennaio. 

Le origini

Creato cardinale a 50 anni, Ratzinger nacque a Marktl, in Baviera, nel 1927. “Suo padre era un commissario di gendarmeria e proveniva da una famiglia di agricoltori della bassa Baviera, le cui condizioni economiche erano piuttosto modeste – si legge nella biografia ufficiale del Vaticano -. La madre era figlia di artigiani di Rimsting, sul lago di Chiem, e prima di sposarsi aveva fatto la cuoca in diversi alberghi”. Trascorre l’adolescenza nei pressi della frontiera tra Germania e Austria, a pochi chilometri da Salisburgo: un contesto che lo stesso papa definirà “mozartiano” e nel quale svilupperà la passione per la musica classica. Abile pianista, Ratzinger ha amato, sopra tutte le altre, le composizioni di Wolfgang Amadeus Mozart: “Quando cominciava il Kyrie era come se si aprisse il cielo”. Nella musica mozartiana, per Ratzinger, “risuona la grazia della creazione, così come doveva essere all’origine e come dovrà essere alla fine dei tempi; risuona la semplice trasparenza di qualcosa che non deve essere cercato né edificato, ma è semplicemente donato”.

Gli scandali

Il suo pontificato, iniziato il 19 aprile 2005, è stato subito animato dall’intento di rimuovere “la sporcizia che c’è nella chiesa”: Benedetto XVI, poche settimane prima dell’elezione, aveva denunciato gli scandali del clero durante la via Crucis. Negli anni successivi, Ratzinger volle incontrare personalmente alcune vittime di preti pedofili, ad esempio durante i viaggi del 2008 negli Stati Uniti e in Australia, e nel 2010 in Inghilterra e a Malta. Celebre è la lettera indirizzata alla comunità irlandese, Paese particolarmente colpito dallo scandalo della pedofilia. “Non posso che condividere lo sgomento e il senso di tradimento che molti di voi hanno sperimentato al venire a conoscenza di questi atti peccaminosi e criminali e del modo in cui le autorità della Chiesa in Irlanda li hanno affrontati. Da parte mia, considerando la gravità di queste colpe e la risposta spesso inadeguata ad esse riservata da parte delle autorità ecclesiastiche nel vostro Paese, ho deciso di scrivere questa lettera pastorale per esprimere la mia vicinanza a voi, e per proporvi un cammino di guarigione, di rinnovamento e di riparazione”.

Con il documento De delictis gravioribus, Benedetto XVI ha reso più efficaci le procedure giudiziari per i casi di abuso sessuale, rimarcando anche l’importanza di “dare sempre seguito alle disposizioni della legge civile per quanto riguarda il deferimento di crimini alle autorità preposte”. Il 16 maggio 2011, in una lettera circolare, il pontefice pubblicava delle linee guida contro la pedofilia dei chierici, sollecitando azioni di monitoraggio e intervento da parte dei vescovi diocesani. Azioni che arrivano dopo secoli di silenzio e ipocrisia, ma che rappresentano una responsabilità troppo grande per un pontefice simbolo di un’istituzione che deve cambiare ma non ha ancora le condizioni – e le gerarchie – per farlo.

Sotto l’aspetto della trasparenza finanziaria dello Stato del Vaticano, Ratzinger ha anche impresso un cambio di direzione per far aderire gli enti e le persone collegate alla Santa Sede alle norme internazionali contro il riciclaggio e il finanziamento al terrorismo. Tra i record citati in apertura, è da segnalare che Ratzinger è stato il primo papa ad aprire un account Twitter, nel 2012: @Pontifex. Iconica, dopo l’abdicazione – evento molto raro nella storia del papato – la fotografia scattata il 23 marzo 2013 a Castel Gandolfo, quando il successore Bergoglio fece visita a Ratzinger. Per la prima volta nel corso di secoli, due papi si incontravano. Già prima che compisse 95 anni, monisgnor Gaenswein, segretario di Ratzinger, aveva reso pubblico il lento declino fisico che stava colpendo il papa emerito.

error: Content is protected !!