Papa Francesco:
“Il popolo russo è grande. Basta pensare a Dostoevskij”
Vita gazette – Papa Francesco ha sottolineato che il più importante responsabile delle guerre è stato l’armamento e ha difeso il popolo russo.”Il popolo russo è grande, ma è dei mercenari e dei soldati che vanno a fare la guerra come si fa ad una avventura. Basta pensare a Dostoevskij che ci ispira, al cristianesimo”.
Papa Francesco, sul volo di ritorno da Bahrein a Roma, ha incontrato i giornalisti per una conferenza stampa. Il Pontefice ha parlato sulla situazione ucraina.
“Le crudeltà che stanno avvenendo in Ucraina non sono del popolo russo e la Santa Sede è continuamente attenta e lavora bene per raggiungere la pace. Il giorno dopo la guerra ho pensato che dovevo andare dall’ambasciatore russo, un uomo di larghe vedute. Ho detto che ero disposto anche ad andare in Russia. Mi è stato risposto che per il momento non ce n’era bisogno. Ho parlato due volte con Zelensky, la Santa Sede fa quello che deve fare. Per liberare prigionieri, ma sono cose che facciamo sempre”.
“Basta pensare a Dostoevskij che ci ispira, al cristianesimo”
Francesco ha poi detto che “colpisce la crudeltà che non è del popolo russo. Il popolo russo è grande, ma è dei mercenari e dei soldati che vanno a fare la guerra come si fa ad una avventura. Basta pensare a Dostoevskij che ci ispira, al cristianesimo. Ho affetto per popolo russo e anche per il popolo ucraino”. Ha quindi raccontato un aneddoto: “Quando avevo 10 anni ho fatto il chierichetto da un prete ucraino e ho imparato qualche parola. Sono in mezzo a due popoli ai quali voglio bene”.
“Fanno una guerra anche per vendere le armi”
Il Papa si è poi “lamentato” del fatto che “in un secolo ci sono state tre guerre mondiali, perché questa è una guerra mondiale. E’ vero che quando gli imperi si indeboliscono fanno una guerra anche per vendere le armi. Oggi la calamità più grande è l’industria delle armi. Se in un anno non si facessero più armi finirebbe la fame nel mondo”.
“Oggi la calamità più grande è l’industria delle armi”
Ha quindi citato le altre, tante situazioni di conflitto sparse per il mondo: “Pensate allo Yemen, più di dieci anni di guerra, i bambini non hanno da mangiare. I Rohingya nel Myanmar. E’ terribile, in Etiopia spero che si fermi qualcosa.
“Ora la guerra tocca da vicino in Europa”
Ma siamo in guerra dappertutto. Ora ci tocca da vicino in Europa. Pensate alla Siria, 13 anni di guerra e nessuno sa cosa succede lì dentro. Del Libano abbiamo detto. Voi giornalisti siate pacifisti, parlate contro le guerre. Ve lo chiedo per favore”, ha quindi concluso.
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