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Pioggia delle rose al Pantheon

Domenica 24  maggio, torna al Pantheon il suggestivo spettacolo dei petali di rose rosse che scenderanno dall’alto.

La cascata delle rose al Pantheon di Roma si tiene ogni anno il giorno di Pentecoste. Durante l’evento, alle ore 12.00, migliaia di petali rosa cadono dall’Oculus.

Dopo cinquanta giorni dalla Pasqua del Signore, si celebra la Pentecoste. Tutti con il naso all’insù per vivere questo emozionante momento che simboleggia la discesa dello Spirito Santo, dono del Risorto, e la nascita della Chiesa. La data varia ogni anno e dipende dal giorno in cui cade la domenica di Pasqua.

La pratica simboleggia la discesa dello Spirito Santo sulla Madonna e sugli Apostoli. Si ritiene che risalga al Medioevo, ma è stata ripristinata soltanto in epoca recente, nel 1995. Da allora, dopo la messa solenne delle 10.30, migliaia di petali rosa vengono gettati sui fedeli.
Dall’apertura dell’Oculus, che misura circa 9 metri di diametro, sono stati fatti cadere migliaia di petali di rosa rossa. La cerimonia di Pentecoste al Pantheon si articola in due fasi principali: al mattino, verso le 10.30, come anticipato, si svolge la funzione religiosa aperta a tutte le persone credenti. La seconda, invece, è immediatamente successiva. Verso mezzogiorno, vengono lanciati migliaia di petali rosa dall’Oculus del Pantheon, circa 12 sacchi. Generalmente, a compiere quest’operazione sono i vigili del fuoco, che prima raggiungono la parte più alta della cupola del monumento, a un’altezza di circa 43 metri, e poi gettano i petali dall’occhio del cielo, di 9 metri di diametro, che illuminano l’intero interno del Pantheon.”

Nel giorno della Pentecoste si celebra la discesa dello Spirito Santo sulla Vergine Maria e sugli apostoli riuniti nel Cenacolo, nonché la nascita della Chiesa.
La parola Pentecoste, di derivazione greca, significa letteralmente «cinquantesimo» e si riferisce ai cinquanta giorni trascorsi dopo la Pasqua.

Le origini ebraiche della Pentecoste
’L’origine della festa è ebraica. Il popolo ebraico era solito celebrarla sette settimane dopo la Pasqua ed era principalmente una festa agricola, di ringraziamento a Dio per i doni delle terra, che coincideva con l’inizio della mietitura del grano e dei primi frutti. Più tardi, basandosi su una nuova traduzione delle Sacre Scritture, su questa celebrazione originaria si innestò la memoria del dono delle Tavole della Legge fatto da Dio a Mosè sul monte Sinai. Secondo questa interpretazione, gli ebrei moderni trascorrono la vigilia della festa leggendo la Legge o altre Scritture adeguate. In passato, inoltre, ci si asteneva da qualsiasi lavoro ed era previsto il pellegrinaggio degli uomini a Gerusalemme. Ebrei e cristiani, pur considerando sacri gli stessi libri (rispettivamente il Tanakh e l’Antico Testamento), nel corso della storia si sono allontanati l’uno dall’altro nell’interpretazione che ne hanno dato.

L’interno del Pantheon” circa 1734, Giovanni Paolo Pannini (17 giugno 1691 – Roma, 21 ottobre 1765).

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