Vita Gazette

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È partito da Milano il divieto esempio

La prima applicazione campione del 2025 è partita da Milano. Le prime multe per chi fuma all’aperto, fino a 240 euro.

Il capoluogo lombardo fa da apripista nella lotta al fumo e sarà quest’anno la prima grande città italiana completamente smoke free. È vietato fumare ora in tutti gli spazi pubblici all’aperto, incluse le strade e i tavolini all’esterno di bar e ristoranti. Saranno multati i cittadini che fumano e rischiano un’ammenda da 40 a 240 euro se non rispetteranno l’obbligo.

Tranne per le sigarette elettroniche (consentite), da l’altro ieri a Milano il divieto di fumo è esteso “a tutte le aree pubbliche o ad uso pubblico incluse le aree stradali”, con l’eccezione di “luoghi isolati dove sia possibile il rispetto della distanza di almeno 10 metri da altre persone”. Non verranno invece sanzionati i proprietari dei locali se all’aperto qualche cliente fumerà nonostante il divieto.

Nel vecchio continente, compresa l’Italia, in media il 24% dei cittadini fuma. Da noi questa percentuale cresce tra i giovani: il 30,2% usa sigaretta tradizionale o tabacco riscaldato o sigaretta elettronica. La Svezia è il primo Paese al mondo smoke free dove soltanto il 4,5% della sua popolazione fuma. Un traguardo importante che l’Unione Europea si è fissata fra 15 anni, nel 2040.

A inizio millennio, lo studio pubblicato dal British Medical Journal indicava che ogni sigaretta fumata riduceva l’aspettativa d vita di 11 minuti. Secondo l’analisi dei ricercatori dell’University College di Londra, i numeri sono ben peggiori. In media ogni sigaretta può ridurre la vita del fumatore di 20 circa minuti – precisamente 17 negli uomini e 22 nelle donne – da quanto riportato dal Journal of Addiction. Un pacchetto di 20 sigarette equivale a 7 ore di vita rubate.

Il Belgio ha detto addio alle sigarette elettroniche

Il Belgio ha detto addio alle sigarette elettroniche usa e getta, diventando così da ieri primo gennaio il primo Paese in Europa a introdurre il divieto. Il governo belga chiede inoltre alla Commissione europea di Ursula von der Leyen di estendere questa misura agli altri 26 Paesi Ue. Le nuove norme includono anche un divieto di fumo in numerosi spazi pubblici, come impianti sportivi, zoo, parchi giochi e aree vicine a scuole e ospedali.
Si tratta di un provvedimento necessario per “motivi sanitari e ambientali”, ha spiegato il ministro della Salute belga, Frank Vandenbroucke, sollecitando la Commissione a modernizzare la legislazione sul tabacco.

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