C’è politica nel concorso musicale nazionale?
Sanremo, tanti i contrari a Zelensky
Vita gazette – Il discorso di Volodymyr Zelensky a Sanremo non è stato accolto positivamente. La motivazione è: “Questo è il concorso musicale ‘nazionale’ italiano. Non dovrebbe essere uno strumento di politica internazionale”.
L’intervento di Volodymyr Zelensky a Sanremo non piace a larga parte della politica e sono diversi dell’opposizione che non vogliono alla sua presenza nella serata finale del Festival.
Salvini: “Vedrò le canzoni, non Zelensky”
“Speriamo che Sanremo rimanga il festival della canzone italiana e non altro”, ha dichiarato in proposito il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.“Se avrò dieci minuti di tempo per vedere il Festival di Sanremo, vedrò le canzoni, non Zelensky. Se Zelensky ha il tempo di andare agli Oscar o al Festival di Sanremo, lo sa lui. Ogni contesto merita serietà, anche Sanremo. Mi chiedo quanto sia opportuno che il festival della canzone italiana abbia un momento con la guerra e le morti in corso, non mi sembra che le cose vadano d’accordo” così il ministro Matteo Salvini (Lega)
Dopo Matteo Salvini, altri due leader politici nazionali esprimono le loro perplessità sull’intervento previsto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla serata finale del Festival di Sanremo, in programma sabato 11 febbraio: l’ex premier Matteo Salvini (Lega) e il leader di Azione Carlo Calenda.
Giuseppe Conte: “non è necessario“
Secondo l’ex premier, che ha parlato al termine dell’incontro sulle riforme con la ministra Maria Elisabetta Alberti Casellati il contesto è troppo “leggero” per un ospite del genere. “Io sono stato molto contento quando il presidente Fico ha assunto l’iniziativa di invitare il presidente Zelensky a confrontarsi al Parlamento italiano – ha spiegato – Non credo francamente, invece, che sia così necessario avere il presidente Zelensky in un contesto così leggero come quello di Sanremo”.
Calenda: “Un errore”
A considerare inopportuno l’intervento di Zelensky è anche il leader di Azione, Carlo Calenda: “Ci sono pochi dubbi sulla nostra linea di sostegno all’Ucraina. Ritengo tuttavia un errore combinare un evento musicale con il messaggio del Presidente di un paese in guerra”, ha twittato.
La petizione degli intellettuali
Contro l’intervento di Zelensky al Festival, nelle ultime ore un gruppo di intellettuali formato da Franco Cardini a Carlo Freccero, da Joseph Halevi a Moni Ovadia, hanno firmato un manifesto di protesta.
”Abbiamo appreso con incredulità che interverrà Zelensky, capo di Stato di uno dei due paesi che oggi combattono la sanguinosa guerra del Donbass. Una guerra terribile”, scrivono nella lettera. “Una guerra” si legge ”fomentata da irresponsabili invii di armi e da interessi economici e geostrategici inconfessabili”, ”che ha ragioni complesse, tra cui il fatto che la Nato sia andata ad “abbaiare ai confini della Russia” (utilizzando le parole di Papa Francesco)” e che a loro avviso ”come italiani abbiamo il dovere costituzionale di “ripudiare”.
I firmatari contestano la partecipazione della guerra da parte dell’Italia e della sua rinuncia “a svolgere l’importante ruolo di mediazione geopolitica”.
Riteniamo dunque tragicamente ridicolo e profondamente irrispettoso di un’ampia fetta dell’opinione pubblica che non si riconosce nelle politiche militari dei governi Draghi e Meloni il fatto che Zelenskji sia invitato a Sanremo – si legge ancora – Il dramma oggi in corso nel suo Paese non è altro, infatti, che l’epilogo di un conflitto ben più lungo, quale quello del Donbass, che i maggiori Stati della NATO (quegli stessi cui oggi l’Italia è accodata!) hanno contribuito ampiamente a fomentare, limitandosi ad appoggiare militarmente l’Ucraina, nel corso degli anni”.
“Come intellettuali abbiamo il dovere di comprendere ciò che avviene dietro le quinte e ci mettiamo perciò a disposizione per parlare al popolo italiano, che a tal fine invitiamo alla mobilitazione sabato 11 febbraio a Sanremo, per partecipare ad una grande assemblea popolare di piazza. L’Italia deve uscire subito dalla guerra interrompendo ogni aiuto diretto o indiretto a una delle parti in conflitto” sostiene il gruppo di personalità.
Bruno Vespa: “Non capisco tutto questo rumore”
Bruno Vespa, che, in occasione di una recente intervista, aveva raccolto il desiderio Zelensky di intervenire nel corso della kermesse e, a Domenica In, aveva dato l’annuncio della sua presenza in collegamento video. “Non capisco francamente tutto questo rumore. Al Festival hanno partecipato alte personalità della politica internazionale e sono stati trattati tutti i temi sociali. Zelensky è stato ospite aI Festival di Cannes e Venezia, oltre che ai Golden Globes, e mi dispiace questo malanimo nei confronti di un uomo.”
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