House boat rovesciata sul lago Maggiore:
Tutti agenti segreti i 21 passeggeri della barca
Vita gazette: Coloro che sono morti nella barca affondata nel lago in Italia erano agenti dei servizi segreti. Due agenti dei servizi segreti italiani, un agente della guardia di sicurezza israeliana in pensione e una donna russa hanno perso la vita in una barca affondata in un lago in Italia lo scorso fine settimana.
Nonostante il maltempo lo scorso fine settimana, un gruppo di turisti ha fatto un giro in barca sul Lago Maggiore. Stavano per festeggiare il compleanno di uno di loro. La barca era per 15 persone, il loro numero era 24. E alla fine della tempesta, la barca si è capovolta. Quattro persone sono morte. Una di loro era la moglie russa del capitano.
Secondo le accuse apparse sulla stampa, a bordo della barca, affondata dopo condizioni meteorologiche avverse, c’erano circa 20 agenti dell’intelligence. Il motivo per cui erano insieme era per una festa di compleanno.
Alloggiavano tutti in un hotel vicino all’aeroporto di Malpensa gli 8 agenti segreti italiani e i 13 israeliani del Mossad che erano a bordo della barca affondata nel lago Maggiore. L’occasione conviviale era il compleanno di uno degli 007 israeliani sopravvissuti al naufragio.
Che fosse una festa di compleanno oppure no, cosa abbiano fatto prima di salire sulla barca ribaltata dalla forza del vento e perché non sarà oggetto di indagine. Né al momento sono state disposte le autopsie delle quattro vittime dell’inabbissamento della house-boat sul lago Maggiore. L’ispezione cadaverica da parte del medico legale ha confermato l’assenza di segni di violenza e l’ipotesi dell’annegamento. La procura di Busto Arsizio si concentra solo sull’incidente e il fascicolo per naufragio colposo e omicidio colposo non è più contro ignoti. Carlo Carminati, il 53enne proprietario della barca turistica, è stato iscritto nel registro degli indagati. Carminati, skipper dell’imbarcazione e compagno di Anya Bozhkova, morta nel ribaltamento della barca, dovrà dimostrare di aver rispettato tutte le norme di navigazione, tenuto conto di eventuali allerta meteo e che la sicurezza dei passeggeri a bordo fosse garantita.
“Il resto” e’ che l’equipaggio era formato tutto da esponenti delle intelligence israeliana, in maggioranza, oltre una decina, e italiana, a parte Anja Bozhkova, cittadina russa, e suo marito, il comandante Claudio Carminati. Lei e’ morta incastrata all’interno della barca durante la tempesta, dove l’hanno trovata i vigili del fuoco, lui e’sopravvissuto e nelle prossime ore sara’ indagato anche a garanzia sua perche’ saranno svolti accertamenti tecnici come le autopsie e le analisi sulla barca ai quali potra’ partecipare col suo legale. I reati che dovrebbero essere ipotizzati dal sostituto procuratore Massimo De Filippo sono naufragio e omicidio, entrambi a titolo colposo. Oltre alla donna russa, non sono rimersi Claudio Alonzi e Tiziana Barnobi, dell’intelligence italiana, e Shimoni Erez, ex uomo della sicurezza israeliana.
I temi sono quelli della sicurezza della barca, della capienza piu’ o meno regolare (a bordo erano in 21, troppi?), del cielo che si era incupito e forse avrebbe potuto e dovuto consigliare altre manovre e altra prudenza a Carminati. Sulla possibilie contiguità di quest’ultimo ad ambienti dei servizi segreti non arrivano conferme. In paese ricordano che in passato apri’ una lavanderia a gettoni e poi si invento’ costruendola con le sue mani la barca per i turisti “forse senza le certificazioni per poterlo fare in sicurezza”. Certo che un tal numero di 007 riuniti su una barca di 15 metri potrebbe avere scelto come accompagnatore quantomeno una persona di fiducia.
La prima ricostruzione degli eventi ha portato a ipotizzare che le due donne Tiziana Barnobi e Anya Bozhkova, siano rimaste intrappolate cercando rifugio nella stiva. Mentre Claudio Alonzi e Shimoni Erez, ex appartenente alle forze di sicurezza israeliane ed ex Mossad, non sarebbero riusciti a nuotare dopo essere caduti o essersi gettati nelle acque del lago. Da Tel Aviv è arrivato la conferma che Erez “era stato nel Mossad”, mentre in precedenza era stato pubblicato solo che egli era “un pensionato delle forze di sicurezza”. Ma il nome dell’uomo, come riferiscono i media israeliano, non è stato diffuso perché vietato dalla censura. Per gli israeliani la sua identità resta quindi segreta. Mentre i nomi delle vittime italiane sono state diffuse dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
Le operazioni di recupero del relitto, inabissatosi a 16 metri di profondità, al momento non sono andate a buon fine. L’esame di quest’ultimo sarà fondamentale per la direzione delle indagini. Lunedì, dopo essersi incagliata, l’imbarcazione è rimasta bloccata mentre martedì, dopo un nuovo tentativo, è risprofondata di qualche metro. Mercoledì qualora il terzo tentativo da parte degli specialisti dei Vigili del Fuoco dovesse risultare vano, verrà valutato l’utilizzo di una particolare group,
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