Vita Gazette

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Mattarella:

“Tornano pregiudizi e antisemitismo.

L’esperienza della storia non va dimenticata”

ll Presidente della Repubblica ha rivolto un forte richiamo contro le derive dell’odio e dell’estremismo: “Tornano slogan, pregiudizi e antisemitismo. L’esperienza della storia non va dimenticata”. E Mattarella ha sottolineato che la pace, la giustizia e la tranquillità a livello internazionale saranno raggiunte attraverso istituzioni e organizzazioni come l’UE, l’ONU e i media.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto alla cerimonia del Ventaglio al Quirinale, nel suo discorso si è espresso con parole nette.

Antisemitismo e intolleranza

Il Presidente ha rivolto un forte richiamo contro le derive dell’odio e dell’estremismo: “Una diffusa tendenza alla contrapposizione irriducibile, alla intolleranza alle opinioni diverse dalle proprie, al rifugio in slogan superficiali e in pregiudizi, tra i quali riaffiora, gravissimo, l’antisemitismo, che si alimenta anche di stupidità”. Una riflessione che ha intrecciato fenomeni attuali, polarizzazione sociale e pericoli ideologici: “Oggi molti protagonisti della vita internazionale aspirano a essere temuti più che stimati e ammirati. L’aspirazione di numerosi Stati – grandi, medi e piccoli – era, in passato, quella di essere ammirati per il loro sistema e stile di vita; ed essere, di conseguenza, ascoltati e seguiti”.

La storia maestra di vita

 “Aspirare a essere temuti più che stimati e ammirati può, forse, produrre qualche vantaggio nell’immediato ma colpisce, incrina ampiamente e forse azzera, per il futuro, fiducia, prestigio, autorevolezza; e, quindi, stabile ed effettiva influenza nella comunità internazionale. La storia – maestra di vita – che insegna che, fin tanto che non saremo riusciti a eliminare dalla vita internazionale le tentazioni di dominio su altri popoli, è l’equilibrio che impedisce di seguire le tentazioni di dominio”.

Aumento di insicurezza sociale

Mattarella ha posto l’accento anche sulle aumento di insicurezza sociale: “Tante sfide si presentano, nuove e globali. Nemici allarmanti e comuni dell’umanità – di qualsiasi Paese e regime politico – si sono presentati in questi anni e vanno contrastati e prevenuti con strumenti comuni, inevitabilmente globali”. Tra queste, una delle più preoccupanti è “la crescente polarizzazione delle ricchezze, con un numero molto ristretto di persone che dispone di immensi patrimoni a fronte, oltre che di grandi sacche di povertà, di una tendenza alla progressiva riduzione delle prospettive della gran parte delle società e dei giovani di ogni nazione, con grave, molto grave, aumento di insicurezza sociale”.

“Aggressione della Russia ha cambiato la storia dell’Europa”

Il Presidente ha ricordato: “La Finlandia ha chiesto, con determinazione, di entrare nella Nato, di cui oggi fa parte. Perché l’aggressione della Russia all’Ucraina ha cambiato la storia d’Europa. Quel grande Paese, sulla cui collaborazione avevamo nutrito ampia fiducia nell’Unione Europea, ha assunto sempre più una sconcertante configurazione volta allo scontro di potenza militare”. Poi ha continuato: “La postura aggressiva della Russia in Ucraina: un macigno sulle prospettive del continente europeo e dei suoi giovani”.

Gaza, l’occupazione abusiva, violenta

L’altro grande fronte al centro delle riflessioni del Presidente è il Medio Oriente, dove ha affermato che “è persino scontato affermare che la situazione a Gaza diviene, di giorno in giorno, drammaticamente più grave e intollerabile; e speriamo che alle pause annunciate corrispondano spazi di effettivo cessate il fuoco”. Con toni accorati, Mattarella ha condannato le violenze sui civili: “Si è parlato di errori anche nell’avere sparato su ambulanze e ucciso medici e infermieri che recavano soccorso a feriti, nell’aver preso a bersaglio e ucciso bambini assetati in fila per avere acqua, per l’uccisione di tante persone affamate in fila per ottenere cibo, per la distruzione di ospedali uccidendo anche bambini ricoverati per denutrizione. È difficile, in una catena simile, vedere una involontaria ripetizione di errori e non ravvisarvi l’ostinazione a uccidere indiscriminatamente”. E ancora, un affondo preciso sul bombardamento di un edificio religioso: “L’incredibile bombardamento della Parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza è stato definito un errore. Da tanti secoli, da Seneca a S. Agostino, ci viene ricordato che ‘errare humanum est, perseverare diabolicum'”.

Il Presidente ha ricordato le parole pronunciate durante la Festa della Repubblica: “Ho sottolineato come sia inaccettabile il rifiuto del governo israeliano di rispettare a Gaza le norme del diritto umanitario. È disumano ridurre alla fame un’intera popolazione, dai bambini agli anziani, ed è grave l’occupazione abusiva, violenta, di territori attribuiti all’Autorità Nazionale Palestinese in Cisgiordania”. Mattarella ha poi lanciato un allarme: “La semina di sofferenza e di rancore che si sta producendo, oltre ad essere iniqua, contrasta con ogni vera esigenza di sicurezza”.

Difesa comune e sovranità europea

Da Mattarella è arrivato anche un forte richiamo all’Unione europea. “Servono adeguate capacità difensive dei Paesi raccolti nell’Unione Europea, perché questa possa realmente svolgere il ruolo cui è chiamata: essere attrice di sicurezza e promotrice di pace”, ha affermato. Un’urgenza che, per il Capo dello Stato, è anche questione di sovranità: “Comune politica estera e di difesa anche allo scopo di rendere effettiva e non illusoria la sovranità dei suoi Paesi membri, condividendone aspetti di dimensione sovranazionale”. Un’esortazione che si lega alla destabilizzazione globale, in particolare alla guerra in Ucraina, e al disorientamento che ne deriva. “Questi mutamenti – così profondi e inattesi – hanno provocato un comprensibile disorientamento nelle pubbliche opinioni. Disorientamento aggravato da una abile e perversa opera di diffusione di false notizie e false raffigurazioni”.

Difendere il multilateralismo e il ruolo dell’Onu

Mattarella ha rivolto un monito contro la crisi del multilateralismo, aggravata dai tentativi di delegittimazione dell’Onu: “La tendenza, da più parti coltivata, di accantonare l’irrinunziabile centralità del multilateralismo” si manifesta “anche attraverso il tentativo di screditare e demolire il ruolo dell’Onu facendo perno su lacune e scarsa efficacia della sua azione: condizioni che, in larga misura, derivano da limiti e privilegi prodotti da egoismi di potere di singoli stati, a partire dall’antistorico diritto di veto”. Da qui, la domanda: “Il mondo sarebbe stato migliore senza l’Onu?”.

La libertà dei media

Non è mancato un riferimento critico alla situazione del servizio pubblico radiotelevisivo, alla luce del nuovo Regolamento europeo sulla libertà dei media in vigore dall’8 agosto. “Il quadro offerto nella Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi sul tema di designazione del Presidente della Rai è sconfortante”, ha detto Mattarella. “La libertà vive del funzionamento delle istituzioni, non della loro paralisi”. Una lunga parte dell’intervento è stata dedicata al ruolo cruciale del giornalismo in democrazia. “Il mondo dell’informazione vive un’epoca di vorticosa trasformazione. Va progettata una transizione che salvaguardi la funzione dell’informazione indipendente – e quindi dei giornalisti che, a loro volta, evitino la tentazione dell’autocensura – riconoscendo e rendendo operante la sua funzione nella vita democratica”. Il Presidente ha poi ribadito il valore della libertà di stampa come presidio democratico: “Il pluralismo delle opinioni – valore di rilievo fondamentale – non è sostitutivo della informazione libera e indipendente.”

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