Rispetto per la cultura italiana? Furto di cultura?
In Brasile è stata realizzata una replica della Fontona di Trevi
Vita gazette – In Brasile è stata realizzata una replica della Fontona di Trevi, uno dei simboli più famosi d’Italia. La fontana, realizzata con il metodo del copia-incolla, divideva in due la società. Furto di cultura? Rispetto per la cultura italiana?
“Marcello, come here. Hurry up!”. È una delle scene più famose del film del 1960 di Federico Fellini, ‘La Dolce Vita’. Scena in cui Anita Ekberg invita Marcello Mastroianni a seguirla e a fare il bagno con lei nella Fontana di Trevi.
Serra Negra,uno dei centri termali più importanti del paese, è una città del Brasile, a 150 chilometri da San Paolo. I suoi amministratori dicono che per rendere omaggio alla cultura italiana, che ha forti legami nel territorio per la massiccia immigrazione, hanno riprodotto la Fontana di Trevi. La copia, completata in poco più di un anno, per un costo di 1,6 milioni di reales (circa 300mila euro), è alta 11 metri e larga 20,7, occupa una superficie di 370 metri quadri e utilizza 16mila litri d’acqua. La fontana costruita in Brasile riprende l’originale, nel Settecento da Papa Clemente XII, e creata sulla facciata di Palazzo Pioli per ridare vita a un acquedotto di epoca romana.
Le misure della replica sono inferiori all’originale, ma lo specchio d’acqua è molto simile, con i suoi 20,7 metri di larghezza, alimentato da 9 getti d’acqua termale. Se sulle dimensioni potrebbe esserci qualche punto in comune, la fattura delle statue è completamente diversa: quelle brasiliane infatti sono state realizzate con stampe di silicone e gesso e rivestite di fibra di vetro.
Sull’operazione “copia e incolla” della città brasiliana si registrano due differenti punti di vista: c’è chi dice che testimonia l’apprezzamento per la Fontana di Trevi e quindi è stata riprodotta e chi sostiene che siamo in presenza di uno sfruttamento di un monumento unico, che è a Roma. Tra coloro che si sono più arrabbiati è il giornalista Massimo Gramellini che accusa l’Italia di aver “rinunciato all’esclusiva della Fontana di Trevi per pressappochismo o dabbenaggine, benchè l’uno non escluda l’altra. Un raro caso di furto compiuto con il benestare (e nell’indifferenza) del derubato”.
Secondo noi? Ogni opera d’arte è bella e significativa al suo posto. I falsi ricordano quelli veri, mantienili in vita…
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