La missione del Papa Leone XIV
I calendari indicavano la data dell’8 maggio 2025…
Ottant’anni fa, oggi, si concludeva la Seconda Guerra Mondiale, un conflitto che causò la morte di 60 milioni di persone…
I cardinali, noti come principi della Chiesa, erano rinchiusi nella Cappella Sistina, e tutti i loro legami con il mondo erano stati recisi…
Tre delle votazioni del Conclave, iniziate il 7 maggio, si sono concluse con una fumata bianca, mentre il quarto turno di votazioni era in corso…
Tutti gli occhi erano puntati sul fumo che fuoriusciva dal camino della stufa installata sul tetto della Cappella Sistina in Vaticano…
Sebbene il suo nome non fosse ancora stato annunciato dal balcone della Basilica di San Pietro, la folla in attesa sottostante stava già cantando “Viva il Papa”…
Infine, la “fumata bianca” che annunciava il nuovo Papa si è alzata dal tetto della Cappella Sistina, adornata dagli affreschi di Michelangelo…
Quando videro la fumata bianca in Piazza San Pietro, che annunciava l’elezione del nuovo leader del mondo cattolico, si riempirono di grande gioia e alcuni iniziarono a piangere…
Le campane della Basilica di San Pietro annunciarono l’elezione di un nuovo leader per 1,4 miliardi di cattolici in tutto il mondo…
Infine, il Cardinale Diacono Dominique Mamberti apparve sul famoso balcone della Loggia delle Benedizioni…
Con le parole “Habemus Papam”, fece l’attesissimo annuncio storico alla folla in piazza e al mondo intero…
Robert Francis Prevost, 69 anni, era il 267° Papa della Chiesa Cattolica. Sarebbe stato conosciuto come Leone XIV…
La folla fu inizialmente sorpresa di apprendere che il nuovo Papa era americano, ma continuò a festeggiare…
Il Papa dalle identità multiple
La notizia del nuovo Papa fu data come “Il primo Papa americano”. Ma contrariamente a quanto veniva presentato, era una persona dalle molteplici identità…
Nato a Chicago, Illinois, il 14 settembre 1955, Prevost ha radici familiari che risalgono all’Italia, alla Spagna e alla Francia.
Cresciuto a Chicago da genitori immigrati, ha proseguito la sua vita in Pennsylvania, a Roma e in Perù.
Ha studiato matematica e filosofia alla Villanova University in Pennsylvania, dove ha conseguito un dottorato in Diritto Canonico a Roma.
Ha studiato in un seminario affiliato all’Ordine di Sant’Agostino.
Oltre all’inglese, parlava fluentemente spagnolo, italiano, francese e portoghese.
Aveva un piede a Chicago, dove era nato in una famiglia di immigrati, e l’altro in Europa. Tuttavia, la maggior parte della sua vita l’ha trascorsa in America Latina.
Dove sono cresciuti coloro che si sono opposti ai devastanti colpi di stato fascisti e le rose rosse della Resistenza?
Ha lavorato come missionario per circa vent’anni in Perù, il Paese di Papa Francesco, che confina con l’Argentina.
Come il suo predecessore, aveva interiorizzato e assimilato la cultura latinoamericana.
Oltre alla sua identità americana, possedeva anche la cittadinanza peruviana.
È stato descritto come “il secondo Papa latinoamericano dopo Francesco”.
Il tocco di Papa Francesco
Papa Leone XIV aveva molte cose in comune con Papa Francesco.
Entrambi erano figli di famiglie di immigrati e avevano prestato servizio in America Latina.
Come il suo predecessore, Papa Leone XIV era noto per la sua personalità umile. Preferiva fare colazione con i funzionari della Chiesa, lavare i piatti e trascorrere del tempo in mezzo alla gente.
Guidò la comunità agostiniana, dedicata ad assistere i bisognosi.
Era conosciuto in America Latina per il suo impegno, in particolare a favore dei poveri, dei diritti umani e della tutela dell’ambiente.
La sua storia di vita è un esempio del detto: “Non è dove nasci, ma è nel tuo Paese che si nutre la tua anima”.
Il ponte che costruì con i bisognosi in questa geografia difficile divenne il suo destino e lo condusse a ricoprire la carica di capo dello Stato della Città del Vaticano, come successore di Francesco.
Papa Francesco ha riconosciuto in Prevost una luce di leadership, simile a quella dei Principi del Collegio Cardinalizio?
Papa Francesco, che ha riflettuto sulla cerimonia funebre, sulla lapide, sul luogo della sua tomba e persino sulle scarpe con cui sarebbe stato sepolto,
ha fatto preparativi simili per il suo successore? Non lo sappiamo!
Tuttavia, dalle dichiarazioni e dalle foto condivise sui social media, emerge chiaramente che tra Papa Francesco e il Prevosto esiste un rapporto fondato sul rispetto e sull’amore.
Papa Francesco ha aperto la strada alla carriera di Robert Francis Prevost, conferendogli infine il cardinalato, che rappresenta l’indicatore più concreto e significativo di questo legame.
Papa Francesco ha nominato Prevost, missionario in Perù dal 1985, vescovo di Chiclayo nel 2014.
Prevost, che ha ottenuto la cittadinanza peruviana nel 2015, è stato nominato arcivescovo nel gennaio 2023.
Papa Francesco lo ha nominato prefetto del Dicastero per i Vescovi (l’ufficio responsabile delle nomine episcopali) e presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina nel 2023.
Nello stesso anno è stato anche creato cardinale.
La sua missione è celata nel suo nome.
Il suo nome di battesimo, Robert Francis Prevost, e il nome che ha assunto durante il papato contengono messaggi significativi riguardo al suo ruolo papale.
Robert, che significa rillante o amoso era un nome attribuito a reali e nobili in Europa.
Il nome papale scelto dal suo predecessore, Francesco, significa “libero”. Questo nome è ispirato al Santo di Assisi, che abbandonò la sua vita agiata per vivere tra i poveri e dedicarsi ad aiutarli.
Leon, d’altra parte, incarna significati di potere, coraggio e leadership. Papa Leone XIII, che ha espresso la sua missione, è stato un importante riformatore, noto per il suo impegno nella giustizia sociale, nell’uguaglianza dei redditi e nella sicurezza del lavoro.
Quando consideriamo la storia della vita di Papa Leone XIV, notiamo che seguirà un percorso influenzato dalle missioni di Papa Francesco e di Papa Leone XIII.
Infatti, Papa Leone XIII confermò anche che avrebbe seguito questa linea. Possiamo elencare i seguenti principi: uguaglianza sociale, uguaglianza economica, giustizia sociale, difesa del lavoro e della giustizia, e il raggiungimento della pace nel mondo.
Un Papa che affronta le strategie globali
Nel suo primo discorso da Papa Leone XIV, eletto in un giorno di grande importanza storica e rivolto al popolo, esordì con le parole: “La pace sia con voi”. Ricordò Papa Francesco e incluse le sue parole nel suo intervento:
Si rivolse ai leader dalla Loggia, il cuore della facciata della Basilica Vaticana, dove si recò per la prima cerimonia del Regina Caeli al Mercato del Buon Pastore. Affermò che, proprio come Papa Francesco, la Terza Guerra Mondiale si stava manifestando a pezzi nel mondo e che le terre erano dilaniate dalla violenza e dagli attacchi armati. Disse: “Non ci siano più guerre”. E, come fece Papa Francesco nel suo ultimo discorso di Pasqua, invitò i leader che governano il mondo a “porre fine alla guerra”.
È noto che i Cardinali cercano tre qualità nella scelta del nuovo Papa: un leader capace di rappresentare lo Stato del Vaticano a livello internazionale, un Governatore competente in grado di gestire il funzionamento del Vaticano, dall’economia alle infrastrutture, e un missionario fedele.
Auguriamo a Papa Leone XIV successo in tutti e tre gli ambiti…
Una mano è posata su Papa Francesco, l’altra su Papa Leone XIII, e i suoi occhi sono fissi sulle riforme…
Vita gazette…
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