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Papa Francesco, medici del Gemelli: “Domani sarà dimesso”

Papa Francesco tornerà nella sua residenza in Vaticano il 23 marzo dopo aver trascorso 38 giorni al Policlinico Gemelli di Roma per curare una polmonite bilaterale, hanno annunciato i medici.

Dopo 37 giorni di ricovero e due crisi respiratorie, Bergoglio è pronto a lasciare l’ospedale per tornare alla sua missione con il sorriso. Papa Francesco sarà dimesso domani dall’ospedale. “Serviranno due mesi di convalescenza e riposo” Il ritorno a Santa Marta è stato annunciato in un punto stampa all’ospedale Gemelli dopo un ricovero durato oltre un mese, fra le preoccupazioni dei fedeli…

“La buona notizia che aspetta tutto il mondo è che domani il Santo Padre è in dimissione, tornerà a Santa Marta”. Ad annunciarlo è stato il prof. Sergio Alfieri, direttore del Dipartimento di scienze mediche e chirurgiche del Policlinico Gemelli e direttore dell’équipe medica che ha seguito il Papa, durante il secondo briefing con i medici al termine del trentasettesimo giorno di degenza di Bergoglio nel nosocomio romano. Assieme a lui anche il dott. Luigi Carbone, vicedirettore della Direzione Igiene e Sanità dello Stato della Città del Vaticano e medico referente del Santo Padre: “Tornerà a Santa Marta per la convalescenza”.

“La buona notizia che aspetta tutto il mondo è che domani il Santo Padre è in dimissione, tornerà a Santa Marta”. Ad annunciarlo è stato il prof. Sergio Alfieri, direttore del Dipartimento di scienze mediche e chirurgiche del Policlinico Gemelli e direttore dell’équipe medica che ha seguito il Papa, durante il secondo briefing con i medici – dopo quello del 21 febbraio scorso – al termine del trentasettesimo giorno di degenza di Bergoglio nel nosocomio romano. “Il Papa è stato dimesso in condizioni cliniche stabili da almeno due settimane”, ha spiegato Alfieri: “La prescrizione è continuare parzialmente le terapie farmacologiche, che dovrà effettuare per molto tempo per via orale, e – molto importante – la raccomandazione di un periodo di riposo, in convalescenza, per almeno due mesi”. “Si tratta di una dimissione protetta”, ha spiegato il dott. Luigi Carbone, vicedirettore della Direzione Igiene e Sanità dello Stato della Città del Vaticano e medico referente del Santo Padre: “Tornerà a Santa Marta per la convalescenza. Abbiamo valutato il fabbisogno e, come tutti i pazienti dimessi di 88 anni che hanno avuto una polmonite bilaterale, abbiamo valutato le necessità del Santo Padre, che sono il fabbisogno di ossigeno finché ne avrà bisogno e l’assistenza 24 ore su 24, che la Direzione Igiene e Sanità del Vaticano può offrire tranquillamente, anche in situazioni di emergenza. Ci siamo preparati per accoglierlo a casa”.

Il Pontefice era stato ricoverato il 14 febbraio per “un’insufficienza respiratoria acuta dovuta ad una infezione polimicrobica”. Virus, miceti e batteri – una triade insidiosa – avevano causato “una polmonite bilaterale severa” che ha richiesto cure intensive e combinate: “farmacologiche, ossigenoterapia ad alti flussi e ventilazione meccanica non assistita». Alfieri lo ha ammesso chiaramente: “Durante il ricovero del Santo Padre ci sono stati due episodi molto critici nei quali è stato in pericolo di vita”. È stato un recupero lento, ma ora il peggio è passato.

Bergoglio non ha perso l’ironia: “Sono ancora vivo”

A confermare il miglioramento è anche il tono di Papa Francesco, che ai medici ha detto con una punta di umorismo: «Sono ancora vivo». E così, tra sorrisi e fisioterapia, il Pontefice si prepara a tornare alla sua quotidianità a Santa Marta. Ma la convalescenza non è finita: “Ci vorranno almeno due mesi di riposo e ci vorrà tempo anche per far tornare la sua voce come prima”, spiegano i medici. L’ossigeno lo accompagnerà ancora «finché ne avrà bisogno”, e per ora sono sconsigliati incontri con gruppi o attività che comportino grandi sforzi.

Nonostante questo, Francesco non rinuncia alla sua missione. Domani, infatti prima di lasciare il Gemelli, “si affaccerà dalla finestra della stanza in cui è ricoverato al termine dell’Angelus”, fa sapere Matteo Bruni, direttore della Sala stampa della Santa Sede. L’Angelus sarà verrà distribuito in forma scritta, com’è stato nelle ultime settimane, ma lo sguardo, il gesto e la presenza valgono più di mille parole.

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