Santa Maria Maggiore:
La Basilica della Giustizia e dei Miracoli
di Andira Vitale
Sapevate che le fondamenta di Santa Maria Maggiore era una Basilica pagana dove “si amministrava la giustizia”? Questo sito storico un tempo era la sede di potenti tribunali, dove i giudici avevano l’autorità di amministrare la giustizia anche contro gli imperatori, quando necessario. E conoscete la leggenda del “Miracolo della Neve”, edificata sul segno della Vergine Maria nella calura di agosto?
Un luogo co sì significativo divenne in seguito la nuova residenza del misericordioso Papa Francesco, una figura che si battezzò per i diritti dei deboli.
Papa Francesco, il cui nome di battesimo era Bergoglio, ha scelto di vivere tutta la sua vita da uomo modesto, lontano dall’ostentazione, tra la gente. Ma come un rivoluzionario, fu coraggioso nell’esprimere i suoi problemi e appassionato di un mondo giusto in cui le persone vivessero in pace. L’indirizzo dell’ultima residenza di una persona così speciale non fu il luogo tradizionalmente prediletto dai papi, la Basilica di San Pietro in Vaticano, ma la Basilica di Santa Maria Maggiore, dove si recava spesso e pregava. Mi riferisco a Papa Francesco (Franciscus in latino), scomparso il 21 aprile 2025, a Pasqua, giorno della celebrazione della resurrezione di Gesù dopo la sua crocifissione.
Poiché il padre compassionevole di tutti, l’intellettuale Papa Francesco, riposa ora in questa chiesa, intraprendiamo un viaggio verso la Basilica di Santa Maria Maggiore. Scopriamo insieme perché Bergoglio, famoso per i suoi passi significativi che trascinano le masse, potrebbe aver scelto proprio questa chiesa. Da Piazza Venezia, cammino verso il rione Monti, che comprende tre dei sette colli (Esquilino, Viminale e parte del Quirinale). Da lì, punto a raggiungere Santa Maria Maggiore tramite Via Panisperna Verso.
Passeggiando tra gli edifici storici e affascinanti e i caffè, viaggio indietro nel tempo fino all’epoca della fondazione della chiesa… Santa Maria Maggiore fu costruita a metà del IV secolo d.C. su un tempio pagano dedicato alla dea Cibele. Questa chiesa, che porta con sé i simboli semantici della dea Cibele, madre di tutti gli dei e della terra, che guarisce le malattie, previene i disastri ed è simbolo di abbondanza, fertilità e rinascita, si distingue per le sue dimensioni tra le 26 chiese dedicate a Maria a Roma. Anche il campanile, alto 77 metri, detiene il primato a Roma. Ma questa chiesa non si distingue per le sue dimensioni fisiche, ma per il suo miracolo, che ogni anno ad agosto dà vita a messe e celebrazioni.
Miracolo delle Neve
Secondo la leggenda, nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 358 d.C., la Vergine Maria apparve in sogno a un nobile di nome Giovanni, chiedendogli di costruire una chiesa nel luogo in cui sarebbe caduta neve fresca. Quando John si svegliò, vide gente che correva in giro in preda al panico, gridando: “Ha nevicato nel caldo estivo!” Li sente gridare. La neve è caduta solo sull’Esquilino, uno dei sette colli che compongono Roma. Anche papa Liberio ebbe lo stesso sogno. Il patrizio romano si reca subito da papa Liberio per raccontargli il suo sogno e quanto accaduto. Allora il Papa ordina una processione generale. Il giorno dopo, infatti, il miracolo ebbe luogo sul colle Esquilino, di origine romana, e il sito della Basilica di Santa Maria Maggiore, il più antico santuario mariano d’Occidente, fu ricoperto da un candido manto di neve. Il più antico martirologio in lingua latina, quello Geronimiano, cita il 5 agosto quale anniversario della dedicazione della Basilica romana sull’Esquilino, all’indomani della definizione del dogma della maternità divina, la Vergine Maria Theotokos, riconosciuta nel Concilio di Efeso del 431. Fu Papa Sisto III, successore di Pietro dal 432 al 441, a dedicare alla Vergine Maria la chiesa che sarebbe poi stata conosciuta come Santa Maria Maggiore, probabilmente la prima in Occidente a essere dedicata alla Vergine Maria, e quindi la madre di tutte le chiese dedicate alla Madre di Dio.
Per questo motivo, ogni anno il 5 agosto, a Santa Maria Maggiore si tiene la cerimonia del “Miracolo della Neve” dedicata alla Vergine Maria. Nella piazza antistante la basilica si tiene uno spettacolo di suoni e luci, dopo il quale viene ricreata una nevicata artificiale con fiori, che ricorda la nevicata che si dice sia avvenuta nel 358 d.C. La chiesa custodisce tesori di alto valore spirituale, come la Culla di Gesù Cristo e l’Icona di Maria Salus Populi Romani. La reliquia è custodita in un reliquiario di cristallo a forma di culla, posto sopra l’altare papale. Si ritiene che l’icona di Maria nota come Salus Populi Romani (in latino: “Salute del popolo romano”), appesa sopra l’altare nella Cappella di San Paolo, sia stata realizzata dall’evangelista San Luca. L’icona raffigura Maria che tiene in braccio il bambino Gesù. La basilica è ricca di mosaici che raffigurano la storia e le origini del cristianesimo. Continuo il mio cammino pensando che questo deve essere uno dei motivi per cui Papa Francesco ha scelto questo posto…
Nella vita, tra la gente
La Basilica di Santa Maria Maggiore si trova nel centro storico della città, o meglio, nel suo cuore. Mi riferisco a un luogo raggiungibile a piedi dalla Stazione Termini, da Piazza Venezia o da Via del Corso, una delle arterie principali che tagliano in due la città. Ai suoi piedi si trova lo storico quartiere Monti, che comprende il Colosseo e il Foro Romano, il più antico e affascinante di Roma. Situata in Piazza dell’Esquilina, che condivide il nome con l’omonimo colle, la Chiesa è testimone, a ogni ora del giorno, del fermento di Roma, ovest, est, nord e sud. Residenti che visitano la Chiesa, turisti, chi passeggia verso Piazza Venezia, artisti che vivono nel quartiere Monti, ricchi o poveri e rifugiati che si ritrovano nei pressi della Stazione Termini… O chi si gode il “dolce far niente” nei bar, ristoranti e caffè… Mi fermo qui e penso. Sì, anche a Bergoglio piaceva stare al mondo, chiacchierare con persone di ogni ceto sociale e ascoltarle. Era particolarmente protettivo verso chi era ai margini, i poveri e chi cercava rifugio. “Deve essere uno dei motivi per cui ha scelto questo posto”, dico, e mi dirigo verso la chiesa…
Isola di arte, storia e cultura
Infine, sono entrato dalla porta della Basilica di Santa Maria Maggiore. L’esterno della basilica presenta imponenti elementi del tardo barocco. Allo stesso tempo, l’interno contiene magnifici esempi di arte paleocristiana. La cupola e le cappelle appartengono al periodo barocco. La chiesa, che è stata ristrutturata nel tempo, mantiene la sua originalità. Tra questi, il campanile, alcuni mosaici di epoca medievale, pavimenti in marmo, colonne ioniche provenienti da altri antichi edifici romani e magnifici mosaici del V secolo. Anche in questo caso, la navata centrale è ricoperta da colonne di marmo recuperate da templi precristiani distrutti e da altre antiche strutture romane. I mosaici blu e oro della navata, risalenti all’epoca della costruzione della chiesa, raffigurano storie dell’Antico Testamento: Ebrei, Mosè e Giosuè. Le immagini ci insegnano le radici ebraiche del cristianesimo e dell’Antico Testamento. Queste storie ci conducono poi alla venuta del Messia. Assistiamo alla nascita di Gesù, alla morte di Maria e poi all’incoronazione con un mandala in cielo, dove il Papa e la sua delegazione si rivolgono alla folla. Situate accanto alla basilica, la Cappella Borghese e la Cappella Sistina ospitano opere d’arte del Rinascimento e del Barocco. Queste cappelle sono note per le loro decorazioni dettagliate e gli affreschi di grande valore artistico. Sto attraversando un ponte tra il cristianesimo primitivo e il Barocco. Coloro che resero la chiesa ancora più significativa furono Pietro e Gian Lorenzo Bernini, padre e figlio, che ricamarono merletti simili a quelli di Roma. Padre e figlio crearono anche numerose sculture in Santa Maria Maggiore. Si ritiene che Gian Lorenzo Bernini abbia progettato la scala a chiocciola in travertino che collega la Sala dei Papi alla sagrestia. Anche i grandi Bernini dormono qui. Deve essere stato questo uno dei motivi per cui Papa Francesco, noto anche per la sua passione per la storia, l’arte, la cultura e la conoscenza, ha scelto questa Chiesa…
La giustizia
Sono rimasta stupito dalle decorazioni dorate del soffitto risalenti al Rinascimento. Prima di uscire, osservo il soffitto e le colonne che si estendono da un’estremità all’altra su entrambi i lati. Le finestre e le colonne in alto indirizzano il mio sguardo verso l’abside a cupola proprio di fronte. Torno davanti all’abside, accompagnato dalla luce. Sono nel IV secolo e immagino le basiliche intorno al Foro Romano. Ma prima, andiamo ad Atene. La parola basilica la incontriamo per la prima volta ad Atene. C’erano edifici nella piazza del mercato dove il giudice supremo Basile ascoltava i casi giudiziari. Questi erano chiamati basilica (basilica in greco). Basilike, che si riferisce agli edifici in cui si ascoltavano i casi giudiziari ad Atene, iniziò a essere usato come nome per tutti gli edifici in cui si svolgevano attività amministrative e giudiziarie nelle antiche città romane. Anche le basiliche pagane erano molto importanti in termini amministrativi. Venivano utilizzate anche come tribunali. Il giudice che amministrava la giustizia era così potente che, quando necessario, sostituiva l’autorità dell’imperatore. Quando pensavo al giudice di quel tempo che emetteva verdetti e amministrava la giustizia, mi ricordavo di Papa Francesco. Non difendeva anche lui i diritti degli oppressi?
Questo dev’essere stato uno dei motivi più essenziali per cui Papa Francesco, Papa Francesco o Bergoglio scelse Santa Maria Maggiore in base alla giustizia…
Francesco di fronte all’icona della Salus Populi Romani
Dov’è il suo posto?
Nell’angolo più piccolo e semplice della Chiesa… Sulla bassa tomba beige, è scritto il suo nome latino Franciscus… E una croce d’argento…
Avete visto? Vi accoglie con il suo solito sorriso sincero e modesto…
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