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Sulle Tracce dell’Amore a Verona: La Casa di Giulietta

di Isabella Laiden

Se nell’aria soffiano venti d’amore, allora lasciate che vi accompagniamo nel luogo che più di ogni altro ne è diventato il simbolo: Casa di Giulietta, la Casa di Giulietta.

Nel nord Italia, nella città di Verona, questa dimora è conosciuta in tutto il mondo come il luogo legato alla più celebre storia d’amore mai raccontata: Romeo e Giulietta.

Varcare quella soglia significa entrare in uno spazio sospeso, dove realtà e leggenda si intrecciano. Non è soltanto una casa nascosta tra le strade di pietra della città; è l’eco terrena di un amore immortale. Appena si mette piede a Verona, si ha l’impressione di essere risucchiati in un tunnel del tempo. Le strade portano i segni dell’antichità, le piazze profumano di storia, e sui volti delle persone si legge una quieta fierezza: come se custodissero l’eredità di un romanticismo secolare.

Fondata nel I secolo a.C. lungo le rive dell’Adige, Verona è oggi protetta dall’UNESCO. Molti grandi spiriti, come Dante, hanno respirato la sua aria. Sebbene abbia conosciuto il suo massimo splendore sotto la Repubblica di Venezia, ciò che l’ha resa eterna è stato un altro destino…

La penna di Shakespeare: Il destino di una storia che ha attraversato il mondo

Sebbene Romeo e Giulietta sia diventata immortale sul palcoscenico shakespeariano, i semi di questa tragedia erano stati piantati prima. Nel 1531, il nobile vicentino Luigi da Porto, ispirandosi alla Divina Commedia di Dante, mise per iscritto questa storia d’amore tragica.

La vicenda si diffuse a Verona, passò di bocca in bocca, venne adattata e rinacque più volte. Attraversò la Francia, raggiunse l’Inghilterra e, infine, nelle mani di Shakespeare, divenne leggenda. Quando fu rappresentata per la prima volta nel 1594, non apparteneva più soltanto a Verona, ma al mondo intero.

La Casa di Giulietta: un luogo di rituali

Oggi, la Casa di Giulietta è il simbolo più potente di Verona.

Nel momento in cui si entra nel cortile, persino il brusio della folla suona come una preghiera. Tutti cercano la stessa cosa: salire su un balcone; lasciare un desiderio su un muro; sfiorare una statua, avvicinarsi, anche solo di poco, all’amore stesso.

Quel famoso balcone…

la scena in cui Romeo attende nell’ombra della notte e Giulietta sussurra al cielo.

Sembra che le mura di pietra abbiano ancora qualcosa da raccontare.

Muri coperti di cuori

Angela sussurra: “C’è qualcosa di caldo che mi avvolge… Lo sentite anche voi?”

Andira sorride: “Sì… dev’essere l’energia dell’amore. Basta il nome.”

I muri sono coperti di messaggi.

Grandi speranze racchiuse in piccoli fogli.

La preghiera d’amore di uno sconosciuto, il cuore spezzato di qualcun altro.

E poi c’è la statua di Giulietta.

Secondo la tradizione, toccarle il seno destro porta fortuna e richiama il vero amore.

La fila è lunga, ma nella folla c’è un’unica lingua comune:

il romanticismo.

Anche noi tocchiamo la statua. Perché, a volte, l’essere umano si aggrappa perfino a ciò in cui non crede, solo per poter sperare.

Realtà o fiaba?

Diciamolo con onestà:

Giulietta non è mai esistita.

Romeo non è mai vissuto.

Shakespeare non visitò mai Verona.

E quel celebre balcone fu aggiunto all’edificio solo nel XX secolo.

La città acquistò la casa nel 1905. La somiglianza tra i nomi Capello e Capuleti rese facile presentarla come “la casa di Giulietta”.

E allora perché milioni di persone continuano a venire qui?

Perché l’amore è più forte della realtà.

Perché l’ultima cosa a morire è la speranza.

Una storia può trasformare persino le pietre di una città. Il sogno collettivo dell’umanità può rendere sacro un semplice cortile.

La Casa di Giulietta è esattamente questo:

in parte fiaba, in parte il desiderio più antico dell’uomo…

essere amati,

continuare a sperare.

Scrivere una lettera a Giulietta

Non è necessario andare fino a Verona per scrivere a Giulietta.

Attraverso il sito www.julietclub.com

 potete inviarle le vostre parole.

Ogni anno Verona riceve migliaia di lettere. I volontari del Club di Giulietta le leggono e rispondono.

Chissà…

forse un giorno sarete anche voi uno dei segretari dell’amore.

 

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