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La “Villa dei Misteri” è stata scoperta nell’antica città di Pompei

Una nuova villa dei Misteri emerge dagli scavi di Pompei dove è venuta alla luce una grande sala per banchetti affrescata da un ciclo di pitture che raccontano l’iniziazione ai misteri dionisiaci.

Ennesima scoperta eccezionale negli scavi di Pompei dove è emersa una nuova villa dei Misteri. La “Villa dei Misteri” è stata portata alla luce durante gli scavi nell’antica città. Nella villa c’è un affresco raffigurante scene della vita di Dioniso, uno degli dei della mitologia greca. La villa dei Misteri e  il grande affresco getta nuova luce sui misteri di Dioniso nel mondo classico.

Si dice che la residenza avesse una grande sala per banchetti, e in questa sala c’era un grande affresco raffigurante scene della vita di Dioniso, il dio del vino, del raccolto, dell’intrattenimento e del teatro nella mitologia greca. Nella sala è stato rinvenuto un fregio a dimensioni quasi reali, cioè una “megalografia”, proprio come accaduto nella villa dei Misteri e a più di 100 anni dalla sua scoperta.

Gli archeologi hanno infatti battezzato la dimora con il fregio “casa del Tiaso”, proprio in riferimento al corteo di Dioniso. L’affresco decora questa grande sala in tutti i tre lati che non si affacciano sul giardino e rappresenta a dimensioni quasi reali il corteo di Dioniso, con le baccanti, danzatrici e cacciatrici e con i giovani satiri dalle orecchie appuntite. Al centro della rappresentazione appare un’nizianda, vale a dire una donna mortale che, tramite un rituale notturno, sta per essere iniziata nei misteri di Dioniso, il dio che muore e rinasce, promettendo altrettanto ai suoi seguaci. “La baccante esprimeva per gli antichi il lato selvaggio e indomabile della donna; l’opposto della donna ‘carina’, che emula Venere, dea dell’amore e delle nozze, la donna che si guarda nello specchio, che si ‘fa bella’. Sia il fregio della casa del Tiaso sia quello dei Misteri mostrano la donna come sospesa, come oscillante tra questi due estremi, due modalità dell’essere femminile a quei tempi” spiega il direttore del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel.

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