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Valentino Garavani,

il nome leggendario della moda, è scomparso

Valentino Garavani, uno dei più importanti stilisti del mondo della moda, è scomparso il 19 gennaio a Roma. “So cosa vogliono le donne: vogliono essere belle.” Questa frase rappresentava una sintesi perfetta della sua visione estetica.

Il couturier romano Valentino Garavani, che fondò il suo marchio nel 1960 e raggiunse fama mondiale vestendo membri delle famiglie reali europee, first lady e star dell’epoca, è morto nella sua casa di Roma.

Nato in Italia nel 1932, Valentino Garavani ha creato, con la maison da lui fondata, una stella unica nel firmamento dell’alta moda. Conosciuto in particolare per i suoi modelli simbolo di eleganza e per il celebre “rosso Valentino”, entrato nella letteratura della moda, Garavani era considerato una delle figure più influenti della storia internazionale della moda. Scelto da artisti di fama mondiale, leader politici e famiglie reali, lo stilista ha firmato nel corso della sua carriera numerose collezioni che hanno segnato il corso della moda. Il marchio Valentino è diventato un simbolo globale del lusso grazie alla sua visione estetica.

Celebre per la sua sartoria impeccabile, il suo colore iconico noto come rosso papavero, e l’attenzione ai dettagli femminili come fiocchi, volant, pizzi e ricami, Valentino è stato uno degli stilisti che hanno definito lo splendore della fine del XX secolo. Il suo entourage, spesso definito “Val’s Gals”, comprendeva icone come Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn e Sophia Loren. Jackie Kennedy indossò un abito bianco disegnato da Valentino per il suo matrimonio con Aristotle Onassis. Decenni dopo, lo stilista reinterpretò per Jennifer Lopez, in occasione degli Oscar 2003, un abito verde menta che aveva creato nel 1967 per l’ex first lady. Julia Roberts ricevette l’Oscar come Migliore Attrice nel 2001 per Erin Brockovich indossando un abito vintage Valentino in bianco e nero.

Chi era Valentino Garavani?

Valentino Clemente Ludovico Garavani nacque l’11 maggio 1932 a Voghera, in Italia. Scelse molto presto la moda come professione e si iscrisse all’Accademia dell’Arte di Milano, dove studiò moda e lingua francese. Seguendo il suo obiettivo, a 17 anni si trasferì a Parigi e studiò all’École des Beaux-Arts e alla Chambre Syndicale de la Couture Parisienne. Dopo la formazione, lavorò come assistente per lo stilista greco Jean Dessès, noto per i suoi abiti da sera plissettati, e per il francese Guy Laroche, dal gusto più sportivo.

Dopo aver trascorso un anno accanto alla principessa Irene Galitzine, celebre per i suoi eleganti pigiami da sera, Garavani decise di intraprendere la propria strada con il sostegno del padre e di un amico di famiglia, fondando la sua maison in Via Condotti a Roma nel 1959. Giancarlo Giammetti, che lo conobbe poco dopo, raccontò a Vanity Fair: “Era una maison de couture. Lo dico in francese perché seguiva il modello di ciò che aveva visto a Parigi. Tutto era magnifico fin dall’inizio. Per la prima sfilata i modelli furono portati in aereo da Parigi. All’epoca la moda italiana era molto limitata.”

Con il sostegno fondamentale di Giammetti, Valentino riuscì a diventare rapidamente uno dei migliori del settore, nonostante fosse arrivato a un passo dal fallimento nel primo anno. Attribuendo la svolta al proprio gusto, lui e Giammetti lasciarono Via Condotti per trasferirsi in un piccolo palazzo del XVI secolo in Via Gregoriana.

Inizialmente la stampa mostrò interesse per Valentino come giovane talento emergente e volto affascinante, ma ben presto trovò una ragione più forte per seguirlo: il suo straordinario fascino sulle celebrità. 

La collezione haute couture All White del 1968 consacrò definitivamente Valentino tra le firme immortali del design italiano. Nonostante l’importanza storica del bianco, lo stilista sarà per sempre associato al rosso: non un rosso qualunque, ma il rosso Valentino, brillante e puro, evocativo dell’Italia, della passione, della religione, del desiderio e dell’amore.

Una volta disse: “Tutto è fatto per attirare l’attenzione, sedurre e incantare.” Per quanto una donna vestita Valentino potesse essere seducente, era prima di tutto e senza alcun dubbio una signora.

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