Vita Gazette

Le notizie dall’Italia.

L’Ultimo Saluto a Papa Francesco:

Il suo ultimo viaggio con le sue vecchie scarpe

di Maria Stella

Francesco, un Papa di natura umile e semplice, ha intrapreso il suo ultimo viaggio. Ha evitato le tradizionali pantofole rosse simbolo del Papa, optando invece per le vecchie scarpe nere che indossava da anni. Con un testo scritto su ciò che aveva fatto come Papa, monete e sigilli coniati durante il suo mandato e una coperta di seta bianca, ha intrapreso il suo viaggio, a testimonianza della sua incrollabile umiltà.

Da quando è diventato Papa, è sempre stato il Papa dei primati. È stato il primo Papa proveniente dalle Americhe, il primo Papa gesuita e il primo Papa a prendere il nome di Francesco. Ha anche fatto dei primati nella sua morte, essendo il primo Papa a morire la mattina di Pasqua. Soprattutto, ha racchiuso tutti i valori del mondo materiale e spirituale nell’ultima Settimana Santa. I calendari indicavano il 21 aprile, giorno della nascita dell’immortale città di Roma… Le cerimonie di lutto si sono concluse con una festa che commemorava la fondazione dell’umile Roma. Poi arrivò la Festa della Liberazione, celebrata il 25 aprile 1945, per celebrare la fine del nazifascismo. Lo stesso giorno si celebrava a Venezia la festa di San Marco. E lo stesso giorno si celebrava la Festa del Boccolo di Venezia, che commemora l’amore a cui il Papa attribuisce grande importanza…

La diretta Local Team delle esequie di Papa Francesco, che ha iniziato alle 10 sul sagrato della basilica di San Pietro, alla presenza dei grandi della Terra e di centinaia di migliaia di persone accorse a Roma per dare l’ultimo saluto al Pontefice venuto “dalla fine del mondo”. .

L’ultimo viaggio di Papa Francesco è iniziato con la chiusura cerimoniale della sua bara.

Il velo, le monete, le scarpe: i gesti del rito

Ieri sera alle 20 la bara di papa Francesco è stata chiusa ed accompagnata con la preghiera per tutta la notte. Il rito si è svolto in forma privata nella Basilica Vaticana, chiusa ai fedeli dopo i tre giorni che hanno visto arrivare in San Pietro 250.000 persone. Alla celebrazione anche alcuni familiari. Papa Bergoglio ha voluto essere sepolto con le sue vecchie scarpe nere consumate, che ha usato in tutti questi anni, al posto delle tradizionali babbucce rosse simbolo del potere papale.

Avvenuto in forma privata, il rito si è svolto a partire dalle 20 presso l’Altare della Confessione. Dopo la preghiera iniziale il maestro delle Celebrazioni liturgiche ha dato lettura del “rogito”.  Durante la celebrazione, presieduta dal cardinale camerlengo Kevin Farrell, il maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie, l’arcivescovo Diego Ravelli, ha dato lettura del rogito – l’atto con il quale si ricordano la vita e le opere principali del defunto Pontefice.  “Francesco ha lasciato a tutti una testimonianza mirabile di umanità, di vita santa e di paternità universale”, sono le parole con cui si conclude il testo del Rogito per il Pio Transito.

“Fratelli e sorelle carissimi – aveva detto il celebrante, aprendo il rito – “Copriremo il suo volto con venerazione, nella viva speranza che egli possa contemplare il volto del Padre, insieme con la Beata Vergine Maria e tutti i Santi”. Il documento è stato sottoscritto da alcuni dei presenti, mentre viene cantato il Cantico di Zaccaria. Alla fine, Ravelli ha posto sul volto del Pontefice un velo di seta bianca, mentre il cardinale camerlengo ha asperso il corpo con l’acqua benedetta. Quindi, sempre Ravelli ha collocato nella bara una borsa contenente le monete e le medaglie coniate durante il pontificato di Francesco e il tubo che contiene il rogito, dopo aver apposto il sigillo dell’Ufficio delle Celebrazioni liturgiche.

A questo punto la bara è stata chiusa: prima il coperchio della cassa di zinco sul quale si trovano la croce, lo stemma del Papa defunto e la targa recante il nome del Pontefice, la durata della sua vita e del suo ministero petrino. “La bara di zinco viene saldata – si legge nel libretto del rito – e vengono impressi i sigilli del camerlengo di Santa Romana Chiesa, della Prefettura della Casa Pontificia, dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice e del Capitolo Vaticano. Viene chiusa anche la bara di legno. Sul coperchio si trovano la croce e lo stemma del Pontefice defunto”.

Hanno chiuso il rito il canto delle Antifone e la recita dei Salmi. Con il “Regina Caeli”, al termine di tutto, a rinnovare il lieto annuncio, sorgente di ogni autentica speranza: “Cristo è risorto, alleluia!”.

Cerimonia funebre in Piazza San Pietro: “Costruiamo ponti, non muri”

L’ultimo viaggio di Papa Francesco si è concluso oggi con una cerimonia funebre in Piazza San Pietro. La messa funebre è stata celebrata dal Cardinale italiano Giovanni Battista Re, Decano del Collegio Cardinalizio. La bara del Papa è stata trasportata dalla Basilica di San Pietro a Piazza San Pietro. Durante il trasporto, la folla ha ripetutamente manifestato il proprio affetto per Papa Francesco. Durante la cerimonia, sono state cantate preghiere in varie lingue, tra cui italiano, spagnolo, cinese, portoghese, arabo e inni latini. Molti striscioni sono stati portati in piazza, tra cui “Sei nostro padre, ti amiamo molto, hai conquistato i nostri cuori con la tua semplicità e modestia. Seguiremo i tuoi consigli”…

Battista Re ha iniziato il suo discorso dicendo: “Le espressioni d’amore a cui abbiamo assistito in questi giorni dopo il suo passaggio da questo mondo all’eternità ci dicono quanto Papa Francesco abbia toccato menti e cuori”. Il cardinale ha descritto Papa Francesco come “un Papa aperto a tutti, in mezzo alla gente”. Battista Re ha affermato che il Papa ha affrontato guerre negli ultimi anni e “ha alzato continuamente la voce per invocare la pace”, aggiungendo: “‘Costruire ponti, non muri’ è qualcosa che il Papa ha ripetuto molte volte”.

Il Cardinale Re ha anche ricordato la difesa di Papa Francesco per i migranti e le persone emarginate durante la cerimonia. Re ha fatto riferimento alle visite di Papa Francesco a Lesbo e Lampedusa, due isole simbolo “della tragedia della migrazione, dove migliaia di persone annegano in mare”, nonché alla messa celebrata da Papa Francesco al confine tra Messico e Stati Uniti. Il Cardinale Re ha anche ribadito il monito duraturo del Papa: “Costruite ponti, non muri”, una frase che è stata a lungo interpretata come una critica diretta alle politiche di Trump. La folla ha risposto con un applauso spontaneo, in particolare all’appello di Re alla pace e al dialogo di fronte alla guerra e alla distruzione. Questo è stato uno dei momenti più emotivamente significativi della cerimonia. “Di fronte agli orrori disumani degli ultimi anni e alle guerre che hanno causato innumerevoli morti e distruzione, Papa Francesco ha costantemente alzato la sua voce, invocando la pace e la ragione e un negoziato onesto per trovare possibili soluzioni”, ha continuato Re.

Al termine della messa, la bara del Papa si è diretta alla Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, dove il Papa ha dichiarato nel suo testamento di voler essere sepolto. Dopo aver lasciato il Vaticano, il carro funebre che trasportava la salma del Papa ha percorso il centro di Roma. Il corteo funebre, accolto da grandi manifestazioni di affetto, tra cui lacrime, preghiere e lanci di fiori lungo il percorso della processione in vie come Via Vittorio Emanuele, Piazza Venezia, il Colosseo e Via Merulana, ha raggiunto la Basilica di Santa Maria Maggiore, a 6 chilometri dal Vaticano. L’ultimo saluto del Papa è stato rivolto agli “ultimi della società”, la cui esclusione il Papa si oppone, come i poveri, gli immigrati, i senzatetto, i transessuali e i detenuti che ricevono aiuti dal Vaticano.

Questo momento toccante serve a ricordare l’impegno incrollabile del Papa verso questi gruppi emarginati, evocando un senso di empatia e compassione nel pubblico. Il vescovo Benoni Ambarus, funzionario vaticano, che ha menzionato il gruppo di circa 40 persone che attendevano la bara nella Basilica con rose bianche in mano, ha affermato che lì il Papa sarebbe stato “accolto dai suoi figli più amati”. Anche Avvenire, il quotidiano della Chiesa cattolica italiana, lo ha menzionato nel suo titolo di ieri: “Addio a chi è alla fine”. È stato annunciato che la sepoltura all’interno della Chiesa non sarebbe stata aperta al pubblico. Il portavoce vaticano Bruni aveva annunciato che la salma del Papa sarebbe stata aperta al pubblico domenica, dopo essere stata sepolta nella Basilica di Santa Maria Maggiore.

Come le Nazioni Unite

Anche i funerali di Papa Francesco in San Pietro non sono stati solo un evento solenne, ma anche un incontro internazionale unico. Il rito cattolico, con la sua tradizione del “segno di pace” prima della Comunione, è stato un aspetto particolarmente suggestivo. Questo gesto di pace, che si trattasse di una stretta di mano, di un inchino o di un abbraccio, era una formalità e un ponte di comunicazione internazionale. È stata una scena che Papa Francesco avrebbe apprezzato, poiché i leader che avevano tensioni o non si vedevano da tempo usavano questo saluto per stabilire un legame. Secondo le regole del Vaticano, i cardinali sedevano alla sinistra della bara del Papa, in fondo alla piazza, mentre le delegazioni internazionali erano sulla destra. Tra i rappresentanti degli Stati, l’Italia, che ospita il Vaticano, e l’Argentina, Paese d’origine del Papa, si sono piazzati per primi. Le famiglie reali sono state seguite immediatamente dai rappresentanti degli Stati, che si sono allineati secondo un’antica tradizione, seguendo i nomi francesi dei Paesi. I leader hanno avuto l’opportunità di incontrarsi prima e dopo la cerimonia.

Il funerale ha visto la partecipazione non solo di persone in lutto, ma anche di numerosi leader mondiali e personalità internazionali. Tra i partecipanti figurano il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni e il Presidente Sergio Mattarella, nonché l’argentino Javier Milei, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e l’ex Presidente Joe Biden, il Presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, il Presidente francese Emmanuel Macron, i Primi Ministri britannici Keir Starmer e il Principe William, il Re di Spagna Felipe e la Regina Letizia, il Re del Belgio Filippo e la Regina Matilde, il Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e il Presidente ucraino Volodomir Zelensky. Erano presenti anche personalità internazionali come il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Molti altri Paesi hanno partecipato anche a livello ministeriale.

Israele, che aveva inviato un messaggio di condoglianze dopo la morte del Papa, ma lo aveva poi cancellato, scatenando polemiche, era presente a livello ambasciatoriale. È stato affermato che la cancellazione del messaggio di condoglianze da parte del governo israeliano era dovuta al disagio provato dalle critiche del Papa su Gaza. Anche il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha inviato un messaggio di condoglianze al Papa solo 3 giorni dopo, in seguito alla notizia e alle reazioni. L’Autorità Nazionale Palestinese era rappresentata al funerale da una delegazione guidata dal Primo Ministro Mohammed Mustafa. Il leader russo Vladimir Putin, nei confronti del quale la Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso un mandato di arresto, non ha partecipato alla cerimonia; il Ministro della Cultura russo è stato visto tra i partecipanti. La Casa Bianca ha annunciato che Trump e Zelensky hanno avuto un incontro significativo prima del funerale. Zelensky lo ha descritto come “molto produttivo” e “simbolico, con il potenziale per essere storico”. Ha ringraziato Trump per l’incontro. Non era la prima volta che i due leader si incontravano; L’ultima volta che si sono incontrati è stato alla Casa Bianca a fine febbraio, ma i loro disaccordi si sono conclusi con una discussione davanti alle telecamere.

Oltre a Trump e Zelensky, il presidente francese Macron e il primo ministro britannico Starmer si sono incontrati nella basilica poco prima del funerale.

È stato riferito che anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che finora non ha potuto incontrare Trump, sperava di avere un breve incontro in merito ai dazi doganali. Quando i leader sono arrivati ​​in piazza per il funerale, von der Leyen e Trump sono stati visti stringersi la mano e parlare brevemente.

Secondo le informazioni del Vaticano, 400.000 persone hanno partecipato al funerale del Papa in Vaticano. Secondo la stampa, circa 50.000 persone erano sole in Piazza San Pietro, quasi al completo.

Papa Francesco, morto il 21 aprile all’età di 88 anni, aveva espresso il desiderio di essere sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. «Chiedo che le mie spoglie mortali riposino in attesa del giorno della resurrezione nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore», aveva dichiarato Bergoglio nel suo testamento, reso pubblico dal Vaticano e redatto il 29 giugno 2022, quasi tre anni fa. La scelta del Pontefice riguardo alla sua sepoltura era quindi già nota. I funerali di Papa Francesco, un evento significativo per il mondo cattolico, si sono svolti sabato 26 aprile, primo giorno dei Novendiali, sulla scalinata della Basilica di San Pietro. Il pubblico, colmo di rispetto, ha reso l’ultimo saluto all’amato Pontefice.

error: Content is protected !!