Passi riformisti nel “Made in Italy”
La produzione e la commercializzazione di alimenti sintetici è vietata
Vita gazzetta – Il governo, deciso a tutelare il “Made in Italy”, è intervenuto anche su zootecnia e sanità pubblica in questo contesto. Presentato al senato il disegno di legge del governo, che ha predisposto il disegno di legge per vietare la produzione e la commercializzazione di alimenti sintetici, compresa la carne artificiale, che prevede diverse multe e pene detentive per chi promuove sui social “anoressia e blumiya” disturbi alimentari media.
Multe fino a 60mila euro ai produttori
Il Consiglio dei ministri ha adottato il disegno di legge che vieta la produzione e la commercializzazione di alimenti e mangimi sintetici, compresa la carne artificiale. Il disegno di legge dovrebbe diventare legge dopo l’approvazione della camera bassa e alta del parlamento.
Li chiamano “fake food”, sono i cibi spesso a base vegetale che tentano di emulare quelli tradizionali, in grado di replicare gusto e consistenza. Sono cibi di pessima qualità.
“L’Italia è la prima nazione che dice di no alla carne sintetica”
Dopo il Consiglio dei ministri, è Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, ad esultare in conferenza stampa per una delle misure approvate dal governo a Palazzo Chigi: “Questo è il primo provvedimento di questa natura a livello internazionale. L’Italia è la prima nazione che dice di no alla carne sintetica con un provvedimento ufficiale”.
“Qui non si tratta solamente di difendere le produzioni zootecniche italiane, né tanto meno di opporsi per principio a qualsiasi novità. I prodotti made in Italy per la loro qualità non temono alcuna concorrenza sul mercato, se il mercato si basa su regole trasparenti e condizioni uguali per tutti. In materia di cibi sintetici, invece, regna ancora grande incertezza riguardo alle conseguenze sulla salute umana, ma anche rispetto all’impatto ambientale che deriva dalla sua produzione”, spiega Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato e responsabile del dipartimento Agricoltura e Turismo della Lega.
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