Vita Gazette

Le notizie dall’Italia.

Re e Parlamento!

 

di Alessandro Romano

La monarchia è una forma di governo in cui la separazione dei poteri, costituita da legislativo, esecutivo e giudiziario, è concentrata in una sola persona, e il potere politico è nelle mani di una sola persona.

Cioè, il Re…

La monarchia regola la vita politica, sociale ed economica dei membri della dinastia, dei loro amici e delle persone elette intorno a loro. È composta da istituzioni separate ma interconnesse che formano e proteggono questa catena…

Cioè, il sultanato…

La storia ha assistito a processi che hanno portato all’ascesa della monarchia. Uno di questi furono le guerre combattute per il possesso di terre fertili e rotte commerciali. I successi militari di Ottaviano (Augusto) portarono alla formazione del titolo di imperatore e all’istituzione di una monarchia.

Cioè, l’Impero Romano…

I movimenti di opposizione iniziati nel XIX secolo accusarono le monarchie di corruzione politica, ingiustizia sociale e di essere causa di arretratezza economica. E trasformarono le monarchie nell’immagine di un sistema obsoleto. Sebbene alcune di queste monarchie rimanessero il capo di Stato e l’emblema dell’autorità statale, affidarono il loro potere politico al parlamento. Pertanto, mentre la monarchia fungeva da capo di Stato unificante e simbolico che svolgeva funzioni cerimoniali, le tradizioni e le cerimonie monarchiche divennero entità nazionali simboliche che simboleggiavano la continuità storica. Oggi, una di esse porta la bandiera in primo piano.

Cioè, il Regno Unito…

Oggi, l’Italia è una repubblica parlamentare multipartitica, avendo abbandonato la monarchia, con un sistema politico basato sulla Costituzione del 1948. In qualità di capo di Stato, il Presidente nomina il governo italiano in base ai risultati di elezioni democratiche. Il governo, che ha il potere esecutivo, è composto dal Consiglio dei Ministri, guidato da un Primo Ministro. Il potere legislativo è esercitato attraverso la Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio e il Senato a Palazzo Madama. Le elezioni parlamentari si tengono ogni cinque anni. Il sistema elettorale è un misto di rappresentanza maggioritaria e proporzionale.

Cioè, la democrazia…

Le monarchie sono finite e i re che divennero figure simboliche hanno lasciato il loro potere politico ai parlamenti. Tuttavia, oggi siamo arrivati ​​al punto in cui i re hanno iniziato a sottolineare il valore della democrazia in parlamento.

Cioè, Re Carlo III…

Re Carlo scelse la penisola per celebrare il suo anniversario di matrimonio con la seconda moglie, Camilla. Il suo variopinto programma di viaggi si estendeva dall’Umbria a Ravenna e a Dante. L’amore degli italiani per la regina Elisabetta, in particolare per la tragicamente scomparsa Principessa Diana, è ben noto. Le parole di Carlo III, rappresentante della più antica monarchia parlamentare, sono ormai impresse nella memoria italiana d’Inghilterra. Il re scelse il parlamento per pronunciare il suo discorso invece del palazzo presidenziale o del primo ministro.

Cioè, il luogo della democrazia…

Cosa ha detto Re Carlo III nel discorso alle Camere riunite e perché ha citato Dante.

“Siamo due popoli e due nazioni la cui storia è legata l’una all’altra e alla storia del continente europeo. L’Italia e il Regno Unito sono uniti nella difesa della democrazia. La Gran Bretagna e l’Italia sono unite nella difesa dei valori democratici”.

Re Carlo III ci ha ricordato i valori fondanti della democrazia nel suo discorso al Parlamento italiano. Il sovrano della più antica democrazia del mondo ha chiarito che la democrazia è il valore che unisce Inghilterra, Italia ed Europa, di cui l’Inghilterra crede ancora di far parte nonostante la Brexit. Queste parole sono state pronunciate in un momento in cui i valori democratici venivano relegati in secondo piano, l’autocrazia era in ascesa e la giustizia veniva ignorata.

Cioè, in un periodo buio…

Ricordiamo la Magna Carta del 1215, redatta contro l’assolutismo dei re e conservata con cura al British Museum di Londra. Questo documento afferma che nemmeno i re sono al di sopra della legge, che non possono imporre tasse arbitrarie e che i cittadini hanno diritto a un giusto processo. Tuttavia, questi valori sembrano oggi essere stati dimenticati. E una voce ci ricorda i valori democratici oggi. 

Nel chiudere il suo discorso, Re Carlo ha lasciato spazio alla speranza: “Qualunque siano le sfide che ci attendono, possiamo superarle insieme. E quando lo avremo fatto, potremo dire con Dante: E poi uscimmo a riveder le stelle”.

Se le alternative sono governi autoritari monocratici che operano per i propri interessi e quelli della propria cerchia e procedono lungo le linee del potere e dell’interesse, Dio benedica il re e il suo rispetto per le libertà costituzionali…

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