Sanremo 2024:
Messaggi globali che brillano sotto le stelle
Vita Gazette – Sanremo 2024 sceglie oggi il vincitore tra le star. Le top 5 dalla prima alla quarta serata: Geolier; Angelina Mango; Geolier; Loredana Berté. Quest’anno sarà ricordato anche per gli appelli alla pace fatti sotto le stelle, i messaggi globali e gli errori grossolani.
La prima stella del Festival di Sanremo inizia oggi il suo viaggio sulla scena internazionale. Anche se non sono arrivati al primo posto, ci sono nomi che sono già stati accettati dal pubblico e sono diventati delle star…
Durante questa festa venivano trasmessi anche messaggi che hanno segnato la storia. Vediamoli adesso:
Primo giorno di festival, Dargen D’Amico lancia un appello per il cessate il fuoco a Gaza: “La storia e Dio e non accettano la scena muta”
“Dedico questo pezzo a mia cugina Marta, che ora studia a Malta. Non tutti i bambini hanno questa fortuna nel Mediterraneo, ci sono bambini sotto le bombe, senza cibo e acqua. Il nostro silenzio è corresponsabilità. Cessate il fuoco, la storia e Dio non accettano la scena muta”. È questo l’appello lanciato sul palco dell’Ariston da Dargen D’Amico. Al termine della sua esibizione con il brano ‘Onda Alta’ in gara al Festival di Sanremo, il rapper, cantautore e produttore ha voluto dedicare un pensiero alle vittime della guerra tra Israele e Hamas. Nella sua canzone, tra l’altro, parla parla proprio del dramma dei migranti e di tutte quelle persone che ogni giorno rischiano la vita mettendosi in viaggio alla ricerca di un futuro migliore.
“Pace” Dopo Dargen D’Amico lancia un appello per il cessate il fuoco a Gaza, Eros Ramazzotto ha detto: Lancia un appello per il cessate il fuoco a Gaza. “Ci sono quasi 500 milioni di bambini che vivono in zone di conflitto, altri milioni che non vedranno mai la terra promessa: basta sangue, basta guerre. Pace! I nostri pensieri forever”.
Ospite del festival di Sanremo, canta “Terra promessa” e poi con parole chiare e semplici lancia l’appello:
Russell Crowe fa il Gladiatore: “scatenate l’inferno
“Al mio segnale scatenate l’inferno”. Il Gladiatore è tornato all’Ariston e l’epica battuta del kolossal di Ridley Scott risuona con tutta la potenza della voce originale di Russell Crowe, che la pronuncia in italiano, ospite con la sua band The Gentlemen Barbers con cui esegue Let Your Light Shine.
Il ballo del qua qua
E Crowe abbraccia Teresa Mannino urlando “Teresa” e, in guizzo di ironia, quando l’attrice cita, tra le altre star con origini italiane, John Travolta, mima con ironia il ballo del qua qua. John Travolta e il Ballo del qua qua. Una presenza e un’esibizione, nella seconda serata del Festival di Sanremo 2024, che hanno scatenato varie polemiche sui social, e non solo.
Molti pensano che non ritenere all’altezza del personaggio, il balletto effettuato da un mito del cinema e del ballo (da “Febbre del sabato sera” a “Grease” passando per Pulp Fictin e la gara di ballo con Uma Thurman) soprattutto in relazione al compenso riservato a Travolta.
“John Travolta era il superospite internazionale della seconda serata del Festival di Sanremo 2024 Travolta,ha insegnato al conduttore, i passi di La febbre del sabato sera e di Grease. Il divo americano si presta a ripercorrere, insieme ad Amadeus, i balli più iconici della sua filmografia. Poi Amadeus lo porta fuori dal Teatro, all’Aristonello, per presentargli “il John Travolta” italiano, Fiorello. Che gli insegna quello che definisce uno dei balli più importanti della storia italiana: Il Ballo del Qua Qua, con tanto di travestimento da papere. Lui e Amadeus lo indossano, Travolta si rifiuta. Lui, palesemente infastidito, evita di mettersi il cappellino arancione col becco, ma la gag è comunque imbarazzante”.
E Fiorello scherza: “La fine della sua carriera sarà qui a Sanremo”. “Una delle gag più terrificanti della storia della TV”: così Fiorello ha commentato il Ballo del qua qua ballato da John Travolta.
Teresa Mannino: “Siamo coloni americani”
Teresa Mannino, co-conduttrice della terza serata, parla sul festival di Sanremo. “È un po’ un gioco per me essere qui: essere dentro una cosa che guardavo da bambina, e guardo ancora oggi. Solo che Amadeus me lo ha rovinato: stavolta non posso vederlo come in passato. Uno show in prima serata su Rai1? Vedremo. Bisogna avere l’idea, delle cose da dire. L’editore va di conseguenza: in Rai ci sono 3mila paletti. Nelle reti private sei più libera, c’è meno censura. O autocensura. Da quando so di dover fare il festival mi faccio mille domande: ma questa cosa la posso dire? Normalmente dico quello che voglio e basta. E alla fine lo farò». La Mannino torna anche su John Travolta e lancia un messaggio forte. «Mi piace che ci sia attenzione su quello che è successo con John Travolta, però ci dobbiamo ricordare che siamo colonia americana. Questo è niente: siamo sudditi. Arriva Travolta e fa quello che vuole, e Amadeus manco se ne accorge preso dai balletti e dalle foto di suo figlio”. Teresa Mannino interviene nella polemica sull’ipotesi di pubblicità occulta per il marchio di scarpe che indossava e che non è stato oscurato. «Noi siamo coloni, dobbiamo stare zitti come dobbiamo stare zitti su tutto il resto», conclude.
All’Ariston la protesta degli agricoltori che ha circondato l’Europa
La protesta degli agricoltori, nota ai media come protesta dei trattori, è arrivata a Sanremo. Una delegazione di allevatori e agricoltori aveva chiesto di salire sul palco dell’Ariston dopo l’apertura mostrata da Amadeus durante la prima conferenza stampa del Festival, ma Amadeus ha scelto di leggere il comunicato firmato dalla delegazione. Qui il testo:
“Gli agricoltori italiani pagano lo scotto di decisioni sbagliate non basate sulla scienza. Basti pensare a politiche comunitarie quali il green deal, la direttiva sulla qualità dell’aria o il regolamento sui fitofarmaci, fortunatamente ritirata dalla Commissione UE grazie alle nostre proteste; tutte queste politiche, a nostro avviso eccessivamente sbilanciate a favore dell’ambiente, vanno a discapito di tutta l’agricoltura italiana, con particolare riferimento alle piccole aziende. Su queste questioni pesa poi la spada di Damocle dei prezzi pagati agli agricoltori. Ricordiamo a tutti che noi non possiamo programmare il prezzo di vendita dei nostri prodotti, perché siamo sottoposti ad un mercato drogato dalle speculazioni, dove il prezzo a noi pagato è un decimo di quello che pagano i consumatori. Per questo stiamo protestando in questi giorni: chiediamo una legge chiara che garantisca la giusta distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare, con reciproci benefici per i produttori agricoli e per i consumatori. I prezzi pagati agli agricoltori sono fermi da trent’anni, tanto che ai consumatori alcuni prodotti arrivano a costare fino a dieci volte di più. Siamo l’unica categoria a non poterci basare sui costi di produzione a non poter applicare i costi, subendo tutti gli svantaggi del mercato e delle possibili intemperie della stagione, pur avendo costi alti e certi legati alla semina e alla produzione. Non stiamo ora a tediarvi elencandovi nel dettaglio quello che chiediamo, che abbiamo più volte spiegato alla stampa e portato all’attenzione della politica, ma vogliamo limitarci a trasmettere un messaggio molto semplice: noi agricoltori non siamo in piazza per chiedere aiuti o sussidi, ma solo per assicurarci che ci venga corrisposta la giusta remunerazione per il duro e insostituibile lavoro che svolgiamo quotidianamente, grazie al quale ogni cittadino può mangiare ogni giorno. Questo purtroppo non avviene da tempo, tanto che oggi la maggior parte dei frutti del nostro lavoro è ampiamente sottopagato, con ricavi che sono abbondantemente inferiori ai costi di produzione. Protestiamo quindi per difendere la dignità di tutti gli agricoltori e per chiedere con forza che venga corrisposto il giusto alle nostre produzioni. Un Futuro all’Agricoltura e al Made in Italy. Tutto questo semplicemente perché senza agricoltura non c’è vita, non c’è sovranità alimentare, non c’è libertà; chiediamo solo la possibilità di continuare a onorare gli insegnamenti dei nostri genitori e dei nostri nonni, che con rispetto, amore e dignità ci hanno portato a coltivare il valore della terra e di ciò che rappresenta, con il solo e unico obiettivo di lasciare un mondo migliore ai nostri figli. Concludiamo con un saluto all’Italia, alla Rai e a te Amadeus. Grazie per aver dato voce agli agricoltori nel tempio della musica italiana. Negli scorsi giorni abbiamo insistito nel voler salire noi stessi sul palco per un unico motivo: far vedere anche i nostri volti, facce pulite che rappresentano il futuro dell’agricoltura italiana e occhi appassionati di chi crede ancora che, citando Papa Francesco, non c’è umanità senza coltivazione della terra”.
Chi vota nella serata finale
Nella finale di Sanremo, ossia la quinta e ultima serata del 10 febbraio, verranno reinterpretate nuovamente tutte le 30 canzoni in gara, votate dal pubblico attraverso il televoto. Sarà comunicata al pubblico la classifica generale che si è determinata al termine della precedente quarta serata e, la media tra le percentuali di voto ottenute nella serata attraverso il televoto e quelle ottenute nelle serate precedenti determinerà una nuova classifica generale delle 30 canzoni che verrà comunicata al pubblico. A quel punto si conosceranno i nomi dei primi 5 classificati, che riproporranno i loro brani. Le votazioni precedenti verranno azzerate e si procederà a una nuova votazione del pubblico con il televoto (34%), della sala stampa, tv e web (33%) e delle radio (33%). La canzone con la percentuale di voto complessiva più elevata ottenuta in quest’ultima votazione verrà proclamata vincitrice di Sanremo 2024.
La quarta serata di Sanremo 2024 è stata vinta da Geolier con Guè, Luchè e Gigi D’Alessio.
La terza serata di Sanremo 2024 è stata vinta da Angelina Mango
La seconda serata di Sanremo 2024 è stata vinta da Geolier
La prima serata di Sanremo 2024 è stata vinta da Loredana Bertè
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