Caffè Greco, il ministero della Cultura ferma lo sfratto esecutivo
Il Caffè Greco, uno dei simboli storici e culturali di Roma, è sopravvissuto al pericolo di essere evacuato e distrutto, grazie al Ministero dei Beni Culturali.
L’Antico Caffè Greco, che da quasi 250 anni ha sede in via dei Condotti, è scampato ancora una volta al pericolo di sfratto. Avvocatura di Stato blocca nuovamente lo sfratto dell’Antico Caffè Greco.
L’Ospedale Israelitico, proprietario delle mura, ha ottenuto la conferma dello sgombero degli attuali gestori il cui contratto d’affitto è scaduto nel 2017. Sia la Corte d’Appello sia la Cassazione hanno confermato l’ordinanza, respingendo il ricorso di Carlo Pellegrini. Ma proprio quando doveva essere eseguito lo sfratto, il 20 febbraio, è intervenuto il ministero della Cultura.
Al centro della questione ci sono le opere, gli arredi e tutti quegli oggetti di rilevanza artistica e storica contenuti nell’Antico Caffè Greco, che per il Mic sono inamovibili. E per questo viene chiesto un ulteriore approfondimento, con una nuova udienza. Per quanto l’Ospedale Israelitico abbia già garantito che la destinazione del locale rimarrà la stessa, senza alcuno stravolgimento, la preoccupazione del ministero è relativa alla fine che faranno gli arredi.
Sull’argomento è intervenuto il ministro Alessandro Giuli: “Il nostro compito è studiare la questione e cercare di offrirci come mediatori di un confronto tra le parti, si tratta di garantire la sopravvivenza di un gioiello storico della cultura, nazionale, compatibilmente con delle leggi che vanno rispettate. Non ci sfugge l’importanza, è tale che metaforicamente la sirena al MiC è già squillata”.
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