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La nuova Alfa Romeo Milano: arriverà dopo l’estate

di Alessandro Romano

Vita gazette – La sportiva, ibrida ed elettrica. La prima Alfa prodotta fuori dall’Italia arriverà sulle strade dopo l’estate. Si chiama Milano ma sarà prodotta in Polonia. “Un’auto chiamata Milano non si può produrre in Polonia”, dice il ministro Adolfo Urso del Made in Italy. Alfa Romeo non commenta

Una nuova generazione di Alfisti è pronta ad accogliere Alfa Romeo Milano. La nuova Milano è lunga 4,17 metri, larga 1, 78 m,  e alta 1,5 m Il frontale è particolarmente espressivo, con la calandra che presenta il logo Alfa Romeo spostato sul cofano e una nuova interpretazione del Trilobo definita “Progresso” che ha il Biscione ottenuto per sottrazione di volumi. Al lato di questo si integrato i sottili motivi dei gruppi ottici full LED Matrix adattivi, dove viene riproposto lo schema 3+3 che è stato introdotto nuovamente sui modelli Alfa con l’arrivo di Tonale. L’incavo a forma di C che converge verso il centro partendo dalla firma luminosa integra nella parte più bassa anche i proiettori diurni mentre la parte bassa del paraurti è attraversata da una griglia e da due prese d’aria verticali. Gli sbalzi sono molto contenuti, con due nervature che attraversano la fiancata, una sulla linea di cintura e una nella parte bassa delle portiere dove ci sono alcune finiture sportive opache. I passaruota abbracciano cerchi con design specifico mentre al posteriore ritroviamo una coda tronca che richiama quella della Giulia TZ.

La Milano è un modello cruciale perché riporterà Alfa Romeo nel segmento B – quello delle utilitarie medie, il più acquistato in Europa – che ha abbandonato da sei anni.

Il prezzo non è ancora ufficiale, ma ci si deve aspettare un listino che parte da circa 28.000 euro per la versione ibrida a benzina da 136 Cv, e 40.000 per l’elettrica che sarà alimentata da una batteria da 54 kWh con una autonomia dichiarata di 410 km. Design originale, frontale sportivo con fari full Led e coda tronca sono le caratteristiche estetiche più rilevant. La Milano sarà l’unico modello dell’attuale gamma Alfa Romeo (e il primo della sua storia) a non essere prodotto in Italia. La sorella maggiore Tonale è infatti assemblata in Campania, a Pomigliano, mentre Giulia e Stelvio nascono a Cassino. La B-Suv, invece, condividendo la meccanica con Fiat 600 e Jeep Avenger, verrà costruita in Polonia, nella fabbrica Stellantis di Tychy.

La prima a debuttare sarà una versione denominata Speciale top di gamma (sempre ibrida o elettrica), più avanti è prevista anche una Alfa Romeo Milano a trazione integrale che si chiamerà Ibrida Q4.

Da qui al 2026 sono previsti altri modelli per Alfa Romeo, uno all’anno. La nuova generazione della Stelvio debutterà a settembre 2025 e sarà seguita, nel marzo 2026, dalla nuova Giulia.

l ministro del made in Italy: “Un’auto chiamata Milano non si può produrre in Polonia”

l ministro del made in Italy Adolfo Urso che, intervenuto in un incontro a Torino per l’inaugurazione della Casa del Made in Italy, ha criticato il nuovo SUV piccolo Alfa.

“Un’auto chiamata Milano non si può produrre in Polonia. Questo lo vieta la legge italiana che nel 2003 ha definito l’Italian Sounding, una legge che prevede che non bisogna dare indicazioni che inducano in errore il consumatore. Sarebbero indicazioni fallaci legate in maniera esplicita alle indicazioni geografiche. Quindi un’auto chiamata Milano si deve produrre in Italia, altrimenti si dà un’indicazione fallace che non è consentita dalla legge italiana”.

Cosa dice la legge

Il ministro Urso cita la legge l’articolo 4, comma 49, della Legge n. 350/2003, articolo 517 del codice penale, che regola “L’importazione e l’esportazione a fini di commercializzazione ovvero la commercializzazione o la commissione di atti diretti in modo non equivoco alla commercializzazione di prodotti recanti false o fallaci indicazioni di provenienza”.

Legge nata per tutelare ogni tipo di merce prodotta in Italia da eventuali contraffazioni. La legge dice che “costituisce fallace indicazione, anche qualora sia indicata l’origine e la provenienza estera dei prodotti o delle merci, l’uso di segni, figure, o quant’altro possa indurre il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana incluso l’uso fallace o fuorviante di marchi aziendali”. E Alfa Romeo come risponde? Per si limita a un “no comment”.

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